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Lunedì 20 Novembre 2017 | 12:53

Aqp, inchiesta sugli appalti «Forniture di cloro truccate»

Aqp, inchiesta sugli appalti «Forniture di cloro truccate»
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Per oltre quattro anni, dal 2011 a oggi, non sarebbe mai riuscito ad aggiudicarsi una sola fornitura effettuata attraverso il portale appalti elettronico. Contratti da parecchie centinaia di migliaia di euro che, questa l’ipotesi al vaglio, sarebbero stati attribuiti sempre ad uno stesso fornitore. La denuncia di un fornitore beffato ha portato la Procura di Bari ad aprire un nuovo fascicolo di inchiesta su Acquedotto Pugliese: tre persone, tra cui un dirigente, un funzionario ed un impiegato in servizio presso la sede di Bari sono indagate per turbativa d’asta.Ed è per questo che i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, agli ordini del pm Claudio Pinto, hanno eseguito una serie di perquisizioni nella sede dell’Acquedotto e nelle abitazioni degli indagati: proprio gli atti notificati nel corso delle operazioni hanno causato la discovery dell’inchiesta. Gli uomini delle fiamme gialle hanno portato via molto materiale, tra cui gli hard disk dei computer degli uffici, alla ricerca di materiale relativo alla gestione degli appalti finiti nel mirino: tentano, come ovvio, di stabilire se effettivamente le procedure di appalto siano state truccate.

Gli appalti finiti nel mirino riguardano le forniture di ipoclorito di sodio, ovvero il cloro che viene utilizzato per controllare la carica batterica nella fase di depurazione delle acque, cioè a monte dell’immissione nella rete di distribuzione. Un liquido che viene venduto da aziende del settore chimico, e di cui Aqp si approvvigiona attraverso procedure negoziate di importo variabile, a colpi di 500-1.000 tonnellate alla volta: valgono fino a 250mila euro per ogni fornitura. In tutto sarebbero una decina i contratti finiti nel mirino degli investigatori, l’ultimo dei quali firmato nel marzo scorso, per un valore totale di poco inferiore ai 2 milioni di euro. Queste forniture, così come tutte le altre, vengono gestite attraverso un portale telematico realizzato da una azienda esterna ad Aqp. È su questo portale che i fornitori si iscrivono, si qualificano e vengono invitati a presentare le rispettive offerte: il sistema poi sceglie quella migliore e viene sottoscritto il contratto. La denuncia che ha dato il via alle indagini avrebbe sottolineato una serie di presunte anomalie procedurali, tra cui - appunto - il fatto che l’aggiudicazione è stata attribuita sempre alla stessa società. È su questi aspetti che - adesso - si concentra l’attenzione della Procura. Tanto che il pm Pinto ha mandato i finanzieri a setacciare anche alcune abitazioni private alla ricerca di documentazione, ed ha nominato un consulente informatico per l’analisi e il sequestro dei dati digitali contenuti nei computer delle persone indagate.

«Siamo come sempre a disposizione dell’autorità giudiziaria - fanno sapere da Aqp - e attendiamo, serenamente, l’esito delle indagini, fiduciosi che verrà dimostrata la regolarità del nostro operato. Le forniture di cui stiamo parlando vengono gestite con un sistema telematico, molto trasparente, senza nessuna possibilità di intervento da parte degli addetti».

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