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Sabato 18 Novembre 2017 | 01:42

Che lunga storia ha lo scrivere breve nei poemi omerici i primi riassunti

Che lunga storia ha lo scrivere breve nei poemi omerici i primi riassunti
di GIACOMO ANNIBALDIS

Si addice forse agli eroi l’arte di riassumere? Sembrerebbe di sì, se si dovesse risalire alle origini della letteratura occidentale, vale a dire ai due poemi di Omero. Nell’Iliade è infatti Achille, già nel primo libro, a ricapitolare in ventisette versi gli antecedenti e le ragioni della sua ira; lo fa per la madre Teti (che, essendo dea, «pur era al corrente di tutto»; ma non lo erano i lettori). Nell’Odissea, invece, è il protagonista Odisseo a riassumere in poco più di trenta versi, e nel penultimo libro, le sue vicende e avventure (che pur il lettore ben conosce, avendole seguite fino ad allora); lo fa su richiesta della sua ritrovata sposa Penelope, disteso con lei sul letto nuziale.

Difatti saper riassumere è una pratica complessa. Molti di noi sono chiamati a darne prova nella vita pubblica e anche privata (il riassunto è un fondamento della comunicazione umana). Non corrisponde a una semplice parafrasi (cioè ripetere un testo usando altre parole); né si può ridurre a una semplice abbreviazione di un testo, ottenuta con la soppressione di intere frasi… Il riassunto ha le sue norme.

Perciò apparirà molto utile il manuale di Ugo Cardinale, intitolato appunto L’arte di riassumere, che vuol essere una Introduzione alla scrittura breve (edito dal Mulino nella collana «Italiano: istruzioni per l’uso», pp. 206, euro 14). Per l’autore, che ha insegnato Linguistica generale nell’Università di Trieste, la pratica del riassunto dovrebbe essere esercizio proficuo da effettuare nelle scuole (e non solo applicandosi nel «cinguettio», ordine di messaggi che prevede una sua regolamentata brevitas, 140 caratteri!); tant’è che in Francia – per fare un esempio – la «contrazione del testo» viene usata come test selettivo nelle prove di accesso a istituti superiori, come le Grandes Écoles, e serve a saggiare il rigore e la precisione con cui viene compreso e riportato il pensiero altrui. E poi, che cosa è il moderno abstract scientifico, se non un riassunto per indirizzare il lettore, studioso o solo curioso?

A tale proposito, Cardinale ricorda come l’«arte del riassunto» sia prerogativa richiesta a chiunque eserciti il mestiere del giornalista, in specie del cronista, chiamato spesso a riferire fatti e discorsi in sostanziale brevità. E accenna, come forma sintetica di notizia, anche al cosiddetto «lead» degli articoli di cronaca, che rispondono alla ormai nota regola delle 5 W, attribuita alle redazioni anglosassoni, ma che rimandando ai manuali di retorica antica (ma d’altra parte – domando – che altro sono i proemi dei due poemi omerici se non dei propri e veri «leads» ante litteram?).

Il volume di Ugo Cardinale affronta il tema del «testo breve» nella introduzione teorica, che si sofferma sui rapporti tra il leggere e lo scrivere, sul comprenderne il significato, nonché sul memorizzarlo, chiarendo i meccanismi dell’apprendimento e anche gli strumenti cerebrali e i processi psicologici che l’uomo mette in atto per circoscrivere la «macrostruttura semantica», concetto per definire con T.A. van Dijk «quella che soggettivamente (per l’autore e per il lettore di un testo scritto) è l’informazione più importante, la sostanza, l’obiettivo finale del testo». Il riassunto insomma dovrebbe trasmettere, senza falsarlo, il contenuto del testo, restituendone in breve il senso.

Troppo teorico? Ecco allora la seconda parte, e più preponderante, del volume che presenta un «percorso di avvicinamento» alla pratica della contrazione e della sintesi, attraverso l’esemplificazione guidata su scritti di varia tipologia (testi narrativi da Pavese e da Primo Levi, giornalistici, informativi, descrittivi, e argomentativi con scritti di Canfora e Magris): su di essi vengono proposti varii esercizi.

Insomma: non c’è nulla che non possa essere sintetizzato in poche parole. Nel 1982 Umberto Eco, intonando un Elogio del riassunto, riuscì a compendiare in pochissime righe tutto l’Ulisse di Joyce!

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