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Sabato 25 Novembre 2017 | 03:13

Decaro sulla Città Metropolitana «Tagliati 39 milioni, aumento Ipt»

Decaro sulla Città Metropolitana «Tagliati 39 milioni, aumento Ipt»
NINNI PERCHIAZZI

«Se ho un euro, devo coprire la buca sulla strada o riparare la soffitta della scuola. La cultura non è mia competenza. Il welfare idem. Finora la Provincia spendeva 609mila euro per la cultura, 900mila euro per i disabili. Ora non è più possibile». Antonio Decaro, sindaco della Città metropolitana parla chiaro. I tempi sono mutati. «Ho salvaguardato solo i maestri dell’orchestra: non posso far fare il ragioniere al violoncellista».

Intanto, sindaco, partiamo dal dato di cronaca: alla Città Metropolitana sono stati tagliati 39 milioni di euro, ai 25 programmati se ne sono aggiunti altri 14. Bella rogna.
« C’è innanzitutto il problema delle funzioni: manifestazioni culturali, welfare, orchestra sono tutte azzerate. Non è più nostra competenza».

E che fine fanno tutte queste attività?
«Azzerato non significa che non si fa più nulla. Sul welfare stiamo interloquendo con la Regione per provvedere. Se ci dà soldi e personale possiamo gestirlo. Per disabili, orchestra, pinacoteca e biblioteca, che sono materie delegate, vale lo stesso discorso. Se vogliono assegnarci le funzioni, devono fornirci le risorse umane e finanziarie».

In sostanza non avete più i soldi, che invece aveva la Provincia, per alcune funzioni. Che senso ha mantenere in vita un ente che non è autosufficiente?
«In realtà finora si è vissuto al di sopra delle proprie possibilità, adesso c'è il patto con l’Ue per risparmiare. Infatti, lo Stato non vuole più le Province, che hanno subito un taglio del 50%. Diverso è per le città metropolitane. Che sono il volano per lo sviluppo. Il problema è che abbiano una serie di attività collegate alla Provincia, che in passato sono state svolte impropriamente. Ora non si deve fare più. Manifestazioni culturali, welfare, orchestra, ribadisco, non sono nostre funzioni».

E allora di cosa deve occuparsi la Città metropolitana?
«Dobbiamo avere una visione, abbiamo atteso 20 anni, ora partiamo. Stabiliamo con i Comuni come investire i pochi soldi che abbiamo. Se arriva la ripresa dobbiamo farci trovare pronti. È come quando vai a sciare: per prendere lo ski lift devi essere pronto, preparato e ben attrezzato. Altrimenti rimarrai sempre a fondo valle».

Dalla Provincia alla Città Metropolitana, cosa è cambiato?
«Tanto. Alla Città metropolitana vengono assegnati i servizi a rete, che non sono spese. Non avremo soldi per la gestione, ma avremo tanti fondi per gli investimenti di fonte europea su tante materie fondamentali».

Eppure la sensazione è che sia cambiato solo il nome da Provincia a Città Metropolitana.
«È vero il contrario. La Città metropolitana decide cosa fare e dove, sulla base di cosa è meglio per tutto il territorio, non per il singolo Comune. Quindi mette insieme i Comuni, ottiene i soldi per gli investimenti, e li lascia liberi di spendere. A decidere saranno i sindaci, non un bando».

Però la gente continua a percepire quell’ente - prima Provincia ora Città Metroplitana - come un carrozzone.
«Adesso non è più così. Abbiamo messo il 30 per cento del personale in mobilità, fatto i prepensionamenti, bloccato le assunzioni. Abbiamo pochi funzionari che coprono più servizi. Per ridurre la spesa facciamo le stesse cose ma con meno persone. Stiamo intervenendo sui costi dei fitti.

C’è il caso dell’Accademia delle Belle arti.
«È giusto spostare l’Accademia. Ci sono soluzioni economiche come l’ex Ippai e la Rossani (che sono nostre), ma se vogliono altre sedi (la Fiera) non ci sono soldi».

Della cultura abbiamo detto. E l'orchestra che fine fa?
«Ci accolliamo il costo del personale e certo non posso pagare i maestri per tenerli a non far nulla».

Ma cosa farà per rimpinguare le casse?
«Aumenteremo l’Ipt, la tassa di trascrizione per l’acquisto delle automobili, che portata al massimo ci dà un milione in più all’anno, 15 euro in più a persona. Servono ancora 5 milioni per chiudere il bilancio. Se non ne trovo chiederò al Governo di aiutarci. Intanto abbiamo già incassato 4 milioni di rimborso per il personale degli uffici del lavoro. Speriamo accada lo stesso con gli stipendi della polizia provinciale».

Farà tagli come al Comune?
«Certo, dobbiamo e possiamo razionalizzare la spesa, pur avendo la sola gestione di strade e scuole superiori. Intanto abbiamo bloccato una gara da 10 milioni per la manutenzione delle strade, che non avremmo potuto pagare e saremo andati in pre dissesto. Si sapeva dei tagli di 25 milioni, non capisco come abbiano potuto fare il bando».

Si troverà bene con un governatore di centrosinistra.
«Abbiamo ricreato la filiera istituzionale, se non risolviamo adesso i problemi....

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