Cerca

Venerdì 24 Novembre 2017 | 01:17

Mafia Capitale, Prefetto Roma «Cascina fuori da tutti gli appalti» Rischio infiltrazione criminalità

Mafia Capitale, Prefetto Roma «Cascina fuori da tutti gli appalti» Rischio infiltrazione criminalità
ROMA -“La Cascina fuori da tutti gli appalti pubblici”. Il provvedimento, comunicato nelle ultime 24 ore dalla prefettura di Roma, rappresenta un vero e proprio macino per la coop di Comunione e liberazione travolta dal ciclone giudiziario dall’inchiesta bis di Mafia capitale che ha decapitato i vertici della societa’, tra cui il barese Salvatore Menolascina, accusati di aver stipendiato con 20mila euro al mese Luca Odevaine, il responsabile  del coordinamento nazionale sull'accoglienza dei rifugiati, per ottenere l’aggiudicazione del servizio di accoglienza dei migranti del Cara di Mineo.

Il prefetto di Roma ha infatti emesso una interdizione antimafia che attesta la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa nei confronti delle societa’ la Cascina e Vivenda, altra impresa del gruppo.  Un provvedimento scaturito dall’applicazione del nuovo Codice antimafia in base al quale il requisito del certificato antimafia, quello che consente a una azienda di operare con la pubblica amministrazione, sarebbe venuto meno.

Da qui le conseguenze a cascata in tutti i vari enti pubblici, a cominciare dal Ministero della difesa dove la Cascina gestisce unitamente a una dozzina di altre imprese italiane, i servizi di catering di vari enti, distaccamenti e reparti militari italiani. In base alla normativa, nel caso in cui l’azienda interessata operi in associazione temporanee di imprese, il provvedimento di interdizione e di estromissione dalla procedura di gara non vale per le altre aziende. In pratica, la Coop dovra’ essere sostituita da altra impresa che fa parte del raggruppamento e, nel caso di appalti in cui opera da sola, verra’ chiamata la seconda classificata. Tutto questo deve esaurirsi in un periodo massimo di trenta giorni, infatti nel caso dell’lappalto del ministero della Difesa il subentro dovra’ avvenire il 22 luglio.

​La Cascina in Puglia opera nella Asl Bari, Asl Bat, Asl Lecce nonche’ in diversi comuni della provincia di Bari e Foggia. La Coop ha una galassia di 7600 dipendenti, 364 milioni di fatturato e distribuisce 37 milioni di pasti. Nei giorni scorsi, il presidente della Coop aveva precisato come «I provvedimenti che hanno interessato alcuni dirigenti non riguardano in alcun modo i reati di mafia, il fulcro degli addebiti mossi nei confronti de La Cascina riguarda il CARA di Mineo, a tal riguardo è ferma convinzione della Cooperativa che le procedure di affidamento si siano svolte nel pieno rispetto della normativa vigente». E ancora: «Da dicembre i dirigenti coinvolti si sono dimessi da ogni incarico, noi siamo i primi a volere che la giustizia faccia il suo corso».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione