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Venerdì 17 Novembre 2017 | 22:01

Multe per grattini scaduti il Comune non si adegua

Multe per grattini scaduti il Comune non si adegua
di NINNI PERCHIAZZI

BARI - Multe per grattino scaduto, la polemica non si placa. Intanto il Comune continua ad incassare fior di quattrini dalle contravvenzioni, nonostante inizino ad essere numerose le interpretazioni dei giudici di tutta Italia che sanciscono l’illegittimità di tali sanzioni.

In pratica, chi parcheggia l’automobile nelle aree delimitate dalle strisce blu ed espone sul cruscotto il grattino o il tagliando a tempo emesso dal parcometro, in caso superi il limite orario per il quale ha pagato, non commette l’infrazione di divieto di sosta, ma semplicemente una irregolarità di carattere amministrativo. Quindi, chi non aggiorna il tagliando non infrange le norme del Codice della strada né deve pagare una contravvenzione, ma dovrebbe poter sanare la sua situazione con una integrazione al grattino.

giudice di paceÈ di tale avviso il giudice di pace di Bari, che negli ultimi mesi ha emesso un paio di sentenze sulla contestata materia - la n. 511 del 12 febbraio, estensore dott.ssa Martino, su ricorso promosso dall’avvocato. Dante Leonardi e la n. 1441 del 29 aprile, estensore avv. Di Nubila su ricorso dei legali Feliciana Bitetto e Giovanni Testa - peraltro confortate anche recenti interpretazioni ministeriali. È stato quindi ribadito che «il mancato pagamento di una frazione della sosta a tempo non rientra nelle violazioni del Codice della strada (non è un divieto di sosta), per cui l’ente che gestisce il servizio ha solo diritto al recupero del credito per il lasso orario di parcheggio non pagato». Si incappa, pertanto, in una inadempienza contrattuale che implica il semplice saldo della tariffa non corrisposta.pareri ministerialiL’amministrazione comunale barese al pari di tante altre, finora ha fatto orecchie da mercante, nonostante i sempre numerosi pareri negativi del ministro delle Infrastrutture e trasporti e anche dell’Anci (l’associazione nazionale dei Comuni). L’ultimo in ordine di tempo risale al 6 maggio scorso (parere 2074), confermando l’interpretazione offerta dalla Prefettura di Lecce. In particolare il Ministero ha definitivamente chiarito che «ove la sosta sia consentita a tempo indeterminato e sia subordinata al solo pagamento di una somma di denaro, il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento non si sostanzia in una violazione di obblighi previsti dal Codice della strada. Invece, si configura come una inadempienza contrattuale, che comporta per l’Amministrazione creditrice un recupero delle tariffe riscosse previa le procedure coattive previste ex lege, e l’eventuale applicazione di una penale».sanzioneA Bari gli automobilisti distratti o super impegnati che lasciano la vettura nei parcheggi a strisce blu dopo che il ticket è scaduto si beccano una sanzione di 28 euro. Se venissero rispettate sentenze ed interpretazioni, l’Amtab dovrebbe attrezzarsi per consentire agli automobilisti di regolare il pagamento della sosta che dovesse eventualmente superare il periodo indicato sul ticket, così come avviene in altre città d’Italia. Invece, i parabrezza continuano ad essere inondati dalle multe, lasciando ai malcapitati la strada del pagamento o del ricorso.pagamento o ricorso?Chi riceve la multa ha 30 giorni per presentare ricorso alla Prefettura o 60 giorni per rivolgersi al giudice di pace. In alternativa può usufruire dello «sconto» del 30% pagando entro 5 giorni. Opzione, quest’ultima, che finisce per essere la più gettonata: ci si toglie subito il pensiero, non grava più di tanto sul portafogli ed evita ulteriori ed impreviste rogne in caso di rigetto del ricorso.

Chi opta per il ricorso, invece, deve versare 43 euro per il contributo unificato (che però viene rimborsato in caso di soccombenza del Comune), oltre alle spese del professionista, se non si intende agire «in proprio». È ormai annosa la battaglia legale sostenuta dalle associazioni dei consumatori, da sempre a sostegno della tesi che chi non aggiorna il tagliando o il grattino scaduto deve pagare solo la differenza, per cui i Comuni dovrebbero agire per il recupero di detta differenza, non certamente applicare una sanzione.

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