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Venerdì 24 Novembre 2017 | 08:33

«Sono un broker del Qatar» Guardia di finanza smaschera una truffa

«Sono un broker del Qatar» Guardia di finanza smaschera una truffa
di ISABELLA MASELLI

BITONTO - Si sarebbe spacciato per broker finanziario per conto di un emiro del Quatar, truffando così professionisti baresi con finti investimenti per centinaia di migliaia di euro. È il nuovo, l’ennesimo, presunto «Madoff » su cui indaga la Procura di Bari. Si chiama Giuseppe Sicolo, ha 50 anni e vive a Bitonto. Almeno tre le presunte vittime che fino a oggi lo hanno denunciato per truffa, appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione finanziaria. Ieri la Guardia di finanza di Bari, su delega del pubblico ministero Luciana Silvestris che coordina le indagini, ha eseguito una perquisizione domiciliare finalizzata all’acquisizione di documenti utili ad accertare quanto denunciato dai presunti investitori truffati.

Secondo quanto è emerso dagli accertamenti investigativi, l'uomo sarebbe stato presentato loro da amici comuni e definito affermato broker finanziario operante nel settore degli investimenti «per conto dell’Emiro Altani del Quatar ». Il dettaglio emerge dal racconto di una delle vittime, dentista e docente universitaria, che gli avrebbe affidato oltre 200mila euro in tre mesi, tra dicembre del 2012 e febbraio del 2013, difesa dall’av - vocato Alessandro Dello Russo. Un’amica glielo avrebbe presentato a novembre del 2011, riferendole di avergli affidato una ingente somma di danaro in quanto egli sarebbe stato in grado di eseguire operazioni finanziarie che rendevano tassi di interesse molto vantaggiosi.

E di lì a poco tempo Giuseppe Sicolo, almeno secondo la prospettazione accusatoria, avrebbe proposto anche alla professionista, che ora denuncia di essere stata truffata, di affidargli la gestione di somme di danaro al fine di poterle utilizzare in investimenti finanziari, assicurandole guadagni praticamente certi. Fra dicembre del 2012, quando la donna avrebbe firmato la documentazione necessaria ad aprire un conto titoli, fino all’ultimo versamento a febbraio successivo, gli sarebbero stati consegnati in cinque distinte operazioni ben 204mila euro. E ogni volta lui avrebbe redatto e sottoscritto di suo pugno dichiarazioni nelle quali specificava la somma consegnata, il tipo di investimento e i tassi di interesse che avrebbe percepito, oltre ad assegni in garanzia (poi risultati insoluti).

Da gennaio a giugno del 2013 la donna avrebbe ottenuto sei bonifici per complessivi 16mila euro (cosiddette cedole di investimento). Il flusso dei bonifici, però, a un certo momento si sarebbe interrotto a causa, stando alle giustificazioni dell’uomo riferite dalla presunta vittima nella denuncia, di «situazioni di stallo del mercato» e «problemi tecnici sugli investimenti» .

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