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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 13:59

Assistenza in crisi A Bari spariti gli aiuti per i ciechi

Assistenza in crisi A Bari spariti gli aiuti per i ciechi
BARI - L’anno scolastico è da poco finito e già iniziano i problemi per il prossimo: a Bari pare che nessuno sappia cosa sarà del Progetto delle attività integrative extrascolastiche attuato dalla Sezione provinciale di Bari dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti per gli 85 studenti con disabilità visiva, del Servizio trascrizione dei libri di testo per i 30 allievi frequentanti le scuole secondarie di 2° grado e del progetto Centro diurno e assistenza domiciliare per i 26 videolesi adulti pluriminorati attivati presso l’Istituzione centro «Messeni».
La stessa Istituzione centro per videolesi «Messeni – Localzo» di Rutigliano, che assicura interventi educativo-riabilitativi ad oltre 70 alunni con minorazione visiva, secondo il sindaco della Città metropolitana di Bari è a rischio di chiusura.

Il caso lo segnala il presidente del Consiglio regionale dell’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti), Giuseppe Simone: «Non è un problema da poco, né di pochi. Non da poco, perché si tratta di una serie di servizi specialistici, coordinati ed organizzati, di elevata qualità, che hanno prodotto grandi miglioramenti nel livello di autonomia personale, di istruzione e di inclusione scolastica e sociale dei videolesi e che ora rischiano di essere annullati, con il passaggio dalla Provincia alla Città Metropolitana. E non di pochi, perché, il numero di studenti ed adulti disabili visivi che godono di tali attività ammontano ad oltre 250.

E tanti sono gli studenti, e le famiglie, che da settembre rischiano di veder scomparire quelle figure professionali specializzate e quei supporti educativi e riabilitativi che, fino ad oggi, hanno favorito e sostenuto la loro piena partecipazione alla vita scolastica e sociale. Il motivo: la Provincia, che gestiva i servizi, non esiste più, la Città metropolitana non funziona ancora, i fondi non ci sono né si sa se ci saranno». «Nonostante la giunta regionale - prosegue Simone - abbia approvato il 25 maggio una deliberazione in cui conferma alle Province e alla Città metropolitana di Bari il compito di assicurare i servizi di supporto per l’integrazione scolastica degli allievi disabili visivi e l’as - sistenza ai videolesi pluriminorati anche per l’anno scolastico 2015-2016, ad oggi gli amministratori della Città metropolitana di Bari affermano che, a seguito dell’ap - plicazione della legge 56/2014 e dei tagli imposti dal Governo centrale, non possono assicurare l’effettivo avvio dei servizi, determinando uno stato di confusione ed incertezza tra gli utenti disabili visivi, le loro famiglie e l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che ha il compito della tutela morale e materiale dei non vedenti».

«Se si dovesse verificare quanto paventato - lamenta il presidente dell’Unione -, si tratterebbe di una palese e grave interruzione di pubblico servizio e di conseguenza chiederà l’intervento e la tutela da parte della magistratura». Il consigliere dell’Istituzione centro «Messeni» Luigi Iurlo ritiene che «tale evenienza, quale ne siano le motivazioni, qualora si verificasse, metterebbe a repentaglio una delle esperienze più significative presenti in Italia di integrazione e socializzazione della disabilità visiva» . Lo stesso chiede quindi alle autorità competenti «un immediato ripensamento», sollecitando «l’attivazione di un tavolo di concertazione tra la Regione, la Città metropolitana, le scuole, l’Unione italiana ciechi, le famiglie e gli operatori sociali per la verifica delle difficoltà e la ricerca di soluzioni per la stabilizzazione dei servizi e una pianificazione certa degli stessi».

Il presidente della Sezione Uici di Bari, Antonio Montanaro, aggiunge: «I genitori e gli utenti disabili visivi non potranno assolutamente consentire che, in questa fase di tagli alle spese sociali, questi fondamentali servizi possano essere interrotti». E assicura il sostegno decisivo dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti «alle loro legittime richieste». «L’auspicio di tutti è che gli amministratori degli enti interessati, sia in veste di politici che di dirigenti, sappiano assumersi la responsabilità di decidere, anziché per la chiusura, per l’ulteriore potenziamento dei servizi finora garantiti con risultati ottimali, perché decisioni che mettano a repentaglio attività altamente specializzate e qualificate, costruite in anni di impegno e dedizione umana e professionale, non saranno assolutamente consentite dai ciechi di Terra di Bari».

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