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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 14:01

Ritardi e disservizi, petizione contro le Ferrovie del Sud Est

Ritardi e disservizi, petizione contro le Ferrovie del Sud Est
di Valentino Sgaramella

BARI - Qual è il male oscuro che affligge le Ferrovie sud est? Da qualche anno, gli utenti lamentano sempre più disservizi. Ritardi, cattiva manutenzione straordinaria ed ordinaria dei treni e delle stazioni. Treni soppressi all’improvviso senza alcun preavviso. La Gazzetta un mese fa riportò le lagnanze dei pendolari, studenti e lavoratori, trascorrendo una intera giornata accanto a loro per comprendere i problemi. Esiste un gruppo facebook, «Ferrovie sud est: la voce dei viaggiatori», con oltre 2mila iscritti, in cui si elencano i disservizi. È sorta intanto un’associazione «Forza dei consumatori» che si occupa in genere della tutela dei cittadini utenti di servizi. È guidata da due avvocati, Leopoldo Di Nanna che la presiede, e Rosella Cuscito vice presidente, che si sta occupando nello specifico della questione Fse. «I disservizi aumentano – dice Cuscito – i treni non circolano mai in orario, ritardi ormai cronici, vale anche per le autolinee, con ritardi dai 20 minuti in su».

Ormai su facebook è un elenco continuo di doglianze. «L’altro giorno leggevo di un utente che lamentava oltre un’ora di ritardo». Non basta. «Viene soppressa una corsa nel periodo estivo perché si sono chiuse le scuole, ma ad essere eliminate non sono le corse scolastiche – dice il legale - ossia a prima mattina ed alle 13. Eliminano alcune corse di pullman del pomeriggio, utilizzate in prevalenza da lavoratori che finiscono il proprio turno». Alcune corse sarebbero soppresse all’improvviso senza alcun preavviso nemmeno il giorno prima. «Ciò consentirebbe all’utente di organizzarsi ed avere il tempo di recarsi a prendere un autobus. Se alla stessa ora ci fosse la possibilità di una corsa alternativa su autolinee, ci sarebbe la possibilità di usufruirne». In assenza di un congruo preavviso, si giunge tardi sul posto di lavoro senza alcuna giustificazione. La gente sembra rientri a casa a volte molto dopo il previsto.

«Stiamo organizzando la raccolta di firme in calce ad una petizione da inviare alle Fse, lo facciamo sui treni sulla tratta Bari-Putignano via Casamassima e via Conversano». Poi c’è una novità sul gruppo facebook, molto seguito e partecipato. «In realtà, il gruppo è seguito anche dall’azienda Fse – dice Cuscito - si sono introdotti dall’esterno elementi che non sono in realtà persone interessate a partecipare e denunciare eventuali disservizi». Il gruppo è anche un modo per scambiarsi informazioni importanti visto che quando un utente ha notizia di un treno soppresso o un ritardo lo comunica a tutti. «Abbiamo motivo di ritenere che nel gruppo ci siano falsi profili inseritisi; dietro questi si celano forse persone legate all’azienda che cercano di conoscere in anticipo quali saranno le prossime mosse».

Ora il gruppo ha dei filtri particolari e per accedervi non è più semplice. «Qualche profilo è stato allontanato perché è andato un po’ oltre il limite della correttezza». L’intento della petizione è far arrivare la voce di chi paga un biglietto all’azienda. «C’è anche una raccolta di firme on line, per cui il clic sul mouse del computer vale come firma dell’utente. È un’iniziativa che procede da diverso tempo ma Fse non ha assunto iniziative». Tra i numerosi problemi, l’avvocato ne cita altri. «C’è scarsa igiene, il che è un pericolo per la salute dello stesso personale viaggiante». E ancora: «I bagni non sono funzionanti. Le porte dei treni sono bloccate e non affiggono nemmeno un avviso. Bisognerebbe effettuare una sanificazione periodica e certificata». L’associazione lamenta che non siano affissi le certificazioni di sanificazione degli ambienti. «Sono in uso vagoni vecchi per i quali basta un nulla per fermarsi. Manca una manutenzione periodica». Cuscito lancia l’allarme: «Qualcuno che sta raccogliendo le firme nelle stazioni dei vari Comuni e sui treni mi ha riferito che ci sono dei controllori che tendono ad inibire la raccolta». Lo scopo è sensibilizzare anche i nuovi consiglieri regionali eletti. Parliamo infatti di un servizio pubblico di trasporto che non riguarda solo Fse.

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