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Venerdì 24 Novembre 2017 | 16:00

Puglia, 12mila insegnanti con il sogno dell’assunzione

Puglia, 12mila insegnanti con il sogno dell’assunzione
di Mimmo Giotta

BARI - Ruolo sì, ma dove ? Dopo il via libera del Senato, per circa 12.000 insegnanti pugliesi inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (nei fatti sono però meno visto che sono in tanti presenti in più graduatorie) il 7 luglio, giorno dell’approvazione della buona scuola, potrebbe sorgere alla Camera dei Deputati l’alba di un nuovo giorno. Gli entusiasmi però potrebbero smorzarsi presto.

LA SITUAZIONE - Tra organico di fatto che parte il 2015 e organico funzionale nel 2016, tra assunzioni che partono giuridicamente quest’anno, ma che economicamente in molti casi potrebbero slittare al prossimo anno, la confusione è tanta e il lavoro da fare immane. I posti vacanti per il 2015 sono già stati determinati e potrebbero avvicinarsi alle 4800 unità: 550700 dal turn over dell’organico di diritto e 4037 dall’organico di fatto e potenziato. Così suddiviso: scuola primaria 1236, I grado 513, II grado 1820, sostegno 468. Per gli Ata, i collaboratori, nessun posto anzi tagli per 140 posti. Chi non rientrerà nei numeri dell’organico stabilito sarà costretto ad emigrare.Anna Cammalleri , dirigente dell’Ufficio scolastico regionale non si scompone: «È sempre complicato l’inizio dell’anno scolastico. Attendiamo indicazioni. Le procedure nuove saranno presto attivate e la sfida sarà vinta grazie alla consueta dedizione del personale dell’Amministrazione nei mesi di luglio e agosto». In Puglia potrebbero essere quindi in tanti a trovare la sospirata cattedra in altra regione con grandissimi disagi per le famiglie. Se poi si arrivasse ad una graduatoria nazionale unica il guaio sarebbe maggiore.

I RISCHI - Per i docenti più in alto in graduatoria ci potrebbe essere la beffa. Proprio vicino all’assunzione con il metodo tradizionale, con la riforma potrebbe arrivare il ruolo in un’altra provincia. L’articolo 99 del maxiemendamento è chiaro. I docenti sono chiamati dal Miur per esprimere l'ordine di preferenza tra posti di sostegno e posti comuni. Devono indicare inoltre 5 o più province, a livello nazionale, dove potrebbero essere destinati in caso di mancata disponibilità nella propria provincia e nella propria regione. In caso di indisponibilità sui posti per le province indicate, non si procede all'assunzione. Niente più graduatorie di istituto e supplenze brevi dal 1 settembre. Entro il 31 agosto coloro che entreranno in ruolo su posti vacanti e sull’organico potenziato saranno chiamati, scorrendo le graduatorie, per scegliere la sede con le vecchie regole.

LA MAPPA - Chi non rientrerà dal 2016 sarà inserito in un albo territoriale e sarà a disposizione dei presidi che sceglieranno in base alla loro offerta formativa. Gli ambiti territoriali dovrebbero essere su base sub provinciale o intercomunale. Negli albi, confluiranno anche i docenti soprannumerari e i docenti che faranno domanda di mobilità. Le nomine nelle scuole avverranno tramite scelta dei dirigenti sulla base dei curriculum e di un eventuale colloquio. Sarà, dunque, il dirigente a proporre gli incarichi ai docenti di ruolo, prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili. Tutti i docenti potranno accedere agli elenchi territoriali a partire dal 2016/17 e la loro assegnazione alle scuole sarà decisa dai dirigenti in base al curriculum e all’organico dell’autonomia.

IL DIRIGENTE - Il preside rimane dunque il deus ex machina anche se saranno valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali dei docenti, rendendo pubblici i risultati attraverso il sito internet. Non c’è più il rinnovo a discrezione del preside dell’incarico ogni tre anni. L'incarico ha ancora durata triennale, ma si rinnova automaticamente fino a che nel POF, il Piano di offerta formativa, non sarà modificato. Il mancato rinnovo del contratto, non dipenderà dalla discrezionalità del dirigente, ma dal cambio di progettazione dell'intero istituto. La programmazione triennale dell'offerta formativa per il potenziamento dei saperi e delle competenze vedrà il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali. Per i sindacati è l'ennesimo atto di arroganza nei confronti della scuola, del Parlamento e del Paese. Secondo le sigle sindacali la legge aggraverebbe il problema del precariato, escluderebbe le professionalità Ata e cancellerebbe i diritti contrattuali fondamentali indebolendo la funzione del contratto nazionale. La guerra di cifre tra sindacati e governo sulla buona scuola investe la Puglia e il meridione in particolare. Il governo parla di 101.000 assunzioni, la Cgil di 134.000 posti vacanti da coprire in Italia, ma nessuno sa quanti e quali sono i docenti da regolarizzare in ambito provinciale, regionale o nazionale. Il governo ha concesso 60.000 nuove assunzioni aggiuntive per concorso su base regionale fino al 2019, ma i posti sono tutti da determinare. Il concorso che partirà a dicembre, sarà sicuramente per titoli ed esami, con punteggi aggiuntivi per l'abilitazione e l'anzianità di lavoro nella scuola per gli abilitati con Tirocini TFA e PAS che in Puglia sono più di 2500.

LA FUGA - E c’è poi da tener presente che sono in tanti ad aver cercato fortuna e cattedra al Nord (in Puglia da 500 a 1000) che sperano di rientrare al Sud grazie al maxiemendamento, ma che forse avranno solo la possibilità di rientrare negli albi a disposizione dei Presidi.

GRADUATORIE - Niente più graduatorie di istituto e supplenze brevi, ma tante le novità che partono dal prossimo anno scolastico . Valutazione del docente affidata a tutte le componenti della scuola compreso un esterno, organico dell’autonomia in ogni istituto che consentirà di introdurre nell’offerta formativa nuove materie e attività.

LE NOVITA’ - Lingue, matematica , arte, educazione fisica, ambiente, media e perfino lezioni di primo soccorso: queste le attività destinate all’organico funzionale. Tra il no deciso dei sindacati che contestano numeri, metodo e contenuti, e il governo già pronto a mobilitare gli uffici scolastici regionali per attuare la riforma, ci si prepara ad un braccio di ferro che potrebbe mettere a rischio l’inizio dell’anno scolastico. Claudio Menga segretario regionale dell SNC Cgil è chiaro: «Il testo del ddl licenziato dal Senato non va bene perchè disegna una riforma della scuola mossa solo dall’esigenza di trovare una soluzione, peraltro parziale, alla sentenza della Corte di Giustizia Europea.

L’Alta Corte obbliga all’assunzione a tempo indeterminato dei precari della scuola con più di 36 mesi di servizio mentre mancano totalmente i riferimenti ai temi realmente improrogabili di un’ autentica riforma del sistema scolastico nazionale: lotta alla dispersione, riforma dei cicli, revisione delle classi di concorso, elevamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, istruzione permanente. Prima di passare a nuove regole di reclutamento, prima di fare un concorso per esami, bisogna predisporre un piano pluriennale di stabilizzazioni, che sarebbe giustificato anche dal maggior numero di pensionamenti fino al 2018 ( a causa delle riforma Fornero). La buona scuola non nasce sotto una buona stella. Gli assunti per ora si accontenteranno di fare i tappabuchi e poi sperare nei presidi per una cattedra. In quanto all’offerta formativa è ancora una nebulosa da scoprire nel nuovo firmamento dove brilla il nuovo «sole», il preside, intorno al quale ruota tutto...

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