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Domenica 19 Novembre 2017 | 00:05

Tangenti La Fiorita Fitto: mai favorito imprenditore Angelucci

Tangenti La Fiorita Fitto: mai favorito imprenditore Angelucci
BARI – L'ex ministro Raffaele Fitto ha reso oggi spontanee dichiarazioni nel processo denominato 'La Fiorita' in cui è imputato dinanzi alla Corte d’appello di Bari per i reati di corruzione, illecito finanziamento ai partiti, abuso d’ufficio e peculato. Ha parlato per più di un’ora contestando, con una difesa tecnica, tutte le accuse che gli vengono mosse. Ha dichiarato di non aver mai voluto favorire l'imprenditore Giampaolo Angelucci, con il quale ha detto di avere avuto rapporti di conoscenza come con tanti altri imprenditori.

Nel processo, infatti, gli si contesta di aver agevolato una società dell’imprenditore romano nell’appalto da 198 milioni di euro per la gestione di 11 Rsa, in cambio di una presunta tangente da 500mila euro data da Angelucci sotto forma di illecito finanziamento al partito di Fitto 'La Puglia Prima di Tutto'. Per questi fatti Fitto è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione.

I fatti contestati si riferiscono agli anni 1999-2005, quando era presidente della Regione Puglia. Sui rapporti con Angelucci, Fitto ha parlato di appuntamenti e contenuti delle conversazioni "dedotti" dall’accusa, ma non provati. E sulla presunta tangente ha ribadito che il finanziamento da 500 mila euro è stato a suo tempo dichiarato lecito, tra l’altro effettuato tramite un bonifico regolarmente rendicontato, da Corte dei Conti e presidenza della Camera dei deputati.

"Raffaele Fitto non ha commesso alcunchè e il fatto è inconsistente". Lo ha dichiarato l'avvocato Francesco Paolo Sisto, difensore dell’ex ministro insieme al collega Luciano Ancora, al termine dell’udienza. "La corruzione è assolutamente insussistente – ha spiegato il legale – perchè si tratta di atti tutti legittimi, dalla gara per le Rsa all’illecito finanziamento al partito".
"Da una somma di atti legittimi – ha continuato il difensore – non è consentito far scaturire condotte illecite". Per questo Sisto, che lunedì prossimo concluderà l’arringa, ha chiesto per Fitto, con riferimento all’accusa di corruzione, l’assoluzione nel merito perchè il fatto non sussiste.

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