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Giovedì 23 Novembre 2017 | 01:04

Torna la cena in bianco a grande richiesta ma il luogo è top secret

Torna la cena in bianco a grande richiesta ma il luogo è top secret
di LIA MINTRONE

BARI - La cena in bianco si farà. La data, ovviamente, è da definirsi e sarà comunicata, come sempre, solo 24 ore prima. Ma sarà per la metà di luglio. E anche quest’anno, la sorella barese della francese Diner en blanc, attirerà certamente migliaia di partecipanti. La riserva è stata sciolta ieri dagli storici organizzatori, un gruppo di folli e impavidi che per il terzo anno consecutivo firmano , a Bari, l’avvenimento clou dell’anno: l’art director e promotrice, Rosa Armenise Lobuono, Vanni Marzulli (diventato nel frattempo delegato del sindaco per la promozione e il marketing del territorio, ndr), Edo Giua, Anna Cavallo, Almerico Brancaccio, Mario Ferorelli e Francesco Contursi. Ma l’edizione 2015 si preannuncia davvero importante. Infatti, sono stati proprio i numeri a spaventare gli organizzatori.

Nata in sordina nel 2013, la prima edizione vide 1.800 partecipanti. Quella del 2014 contò 5.400 persone accorse da Bari e da tutta la provincia. E quest’anno, stando alle previsioni, si teme il botto con ben oltre seimila persone. Un impegno gravoso sia sul fronte organizzativo che su quello dell’immagine. La paura di sbagliare o deludere c’è sempre. Ma alla fine l’hanno avuta vinta gli aficionados che, già dagli inizi di giugno, hanno iniziato a tempestare la pagina di Facebook del gruppo «Bari bianca - A cena insieme 2015» chiedendo ragguagli e indicazioni sull’edizione di quest’anno.

«Onestamente mi dispiaceva deludere tutti quelli che avevano iniziato a contattarmi - racconta Rosa Armenise - e così ci siamo decisi. D’altronde, perché nel resto del mondo la cena in bianco è ormai un appuntamento fisso e qui a Bari interromperlo?». Già, il 12 giugno scorso migliaia di persone, a Parigi, si sono riversate sulla piazza del Museo del Louvre. E l’8 giugno è stata la volta del North Bund di Shangai, il viale lungo la riva sinistra del fiume Huangpu che fronteggia il quartiere degli affari della metropoli cinese. In fondo, queste cene in bianco altro non sono che un momento di aggregazione tra gente che non si conosce, una forma di comunicazione en plein air durante la quale si mangia, si beve, si balla e, ovviamente, si chiacchiera.
E quest’anno gli organizzatori potrebbero decidere di far pagare un euro a testa ai partecipanti. «L’idea di far versare un euro come cifra simbolica non ci piace particolarmente però avevamo pensato di dare un significato più nobile ad una iniziativa frivola e spensierata», continua a raccontarci Rosa Armenise. «In città ci sono tante situazioni di bisogno e di disagio - spiega - e devolvere l’incasso della serata per una nobile causa ci sembra una bella idea. Vedremo».

Intanto, tutte le modalità per iscriversi alla cena in bianco saranno pubblicate esclusivamente sulla bacheca del gruppo Facebook che verrà aggiornata continuamente. Ricordiamo che la cena in bianco ha delle regole ferree: niente roba di carta o di plastica; piatti, posate, bottiglie, bicchieri e addobbi devono essere rigorosamente bianchi e di porcellana o vetro. Banditi anche i tovaglioli di carta, lo «statuto» prevede solo quelli in stoffa. Stessa condizione per le tovaglie. Particolarmente apprezzate saranno candele e candelabri, le luci soffuse e calde regaleranno un’atmosfera ancora più magica alla serata. I partecipanti dovranno portarsi da casa anche sedie e tavoli e dovranno essere vestiti rigorosamente di bianco. In queste ore è iniziato il «toto-luogo» della serata. In pole position? Il Teatro Petruzzelli, l’ingresso monumentale della Fiera del Levante, largo 2 Giugno e piazza Umberto.

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