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Domenica 19 Novembre 2017 | 02:30

Procura Bari diffida polizia giudiziaria «No a immagini di esecuzione arresti»

Procura Bari diffida polizia giudiziaria «No a immagini di esecuzione arresti»
BARI – Il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, ha diffidato la polizia giudiziaria "dal comunicare preventivamente ad appartenenti agli organi di informazioni l’esecuzione di arresti o fermi, in modo che foto o riprese possano essere liberamente effettuate contestualmente all’esecuzione delle misure, così integrando concreto rischio di violazioni per il mancato controllo sulla qualità ed il contenuto delle immagini". La procura ha così accolto la richiesta, avanzata simbolicamente con la consegna agli inquirenti di un lenzuolo bianco da parte della Camera Penale di Bari, di tutelare la dignità delle persone arrestate, come avvenuto in occasione degli arresti in Svizzera di dirigenti Fifa. Nei giorni scorsi il Consiglio dell’Unione nazionale delle Camere penali ha approvato una delibera con la quale invita gli organismi locali a dar seguito in tutta Italia all’iniziativa.

Volpe, richiamando le norme sulla tutela della privacy e il Codice deontologico dei Giornalisti, afferma nella circolare che la "polizia giudiziaria potrà per contro diffondere le foto o le immagini frutto di propria attività di documentazione, se rispettose dei limiti di legge e, in particolare, non raffiguranti soggetti ammanettati o sottoposti ad altri mezzi di coercizione fisica".

Analoga iniziativa è stata adottata dal procuratore generale presso la Corte di Appello di Bari, Anna Maria Tosto, che ha inviato una nota alle procura di Trani e Foggia (che fanno parte del distretto di Bari). Dopo aver rilevato che la "prassi" della presenza mezzi di informazione al momento degli arresti (con la conseguente diffusione mediatica delle immagini) "costituisce un insulto ai diritti fondamentali delle persona" riconosciuti dalla Costituzione e dalla Convenzione europei dei diritti dell’uomo, Tosto inviata i procuratori ad adottare "ogni iniziativa utile" a "disincentivare tale consuetudine senza che ciò, peraltro, pregiudichi l’esercizio dell’altrettanto primario diritto all’informazione dei cittadini e di quello della libertà di stampa".

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