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Sabato 25 Novembre 2017 | 06:35

Scandalo Divina Provvidenza, il pm «Incostituzionale leggina di Azzollini» Interrogatori di garanzia per arrestati

Scandalo Divina Provvidenza, il pm «Incostituzionale leggina di Azzollini» Interrogatori di garanzia per arrestati
TRANI – La Procura della Repubblica di Trani vuole sollevare dinanzi alla Consulta questione di legittimità costituzionale sulla 'legginà Azzollini che avrebbe favorito l'indebitamente dell’ente gestore della Casa di cura della Divina Provvidenza (CdP), oggetto di un crac da 500 milioni di euro.L'occasione per sollevare l’eccezione di incostituzionalità potrebbe essere un processo, in corso a Trani e ormai alle battute finali, a carico di suor Marcella Cesa, rappresentante legale della CdP, che è accusata di violazione di norme tributarie, ovvero del mancato pagamento dei contributi ai lavoratori della 'Divina Provvidenzà, e che è ora agli arresti domiciliari per il crac della Casa di cura. Il processo è scaturito da una denuncia dell’Agenzia delle Entrate.

La 'legginà, contestata dalla Procura di Trani, è in effetti un emendamento alla Legge di stabilità del 2013 a cui dette l'ok, il 19 dicembre 2012, in sede referente, la commissione Bilancio del Senato presieduta da Antonio Azzollini (Ncd). Secondo il consulente della Procura Antonio Uricchio, docente di diritto tributario e rettore dell’università di Bari, ci sono anche "dubbi sulla compatibilità comunitaria della misura agevolativa alla luce delle disposizioni in materia di aiuti di Stato". Azzollini è uno degli indagati dell’inchiesta di Trani e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Nei confronti del senatore la Procura ha chiesto  l'autorizzazione all’arresto alla Giunta per le Immunità del Senato, che è stata convocata per domani sera alle 20. L'audizione di Azzollini è prevista invece per le 14 di giovedì prossimo.

Il provvedimento diventato oggetto di attenzioni da parte della Procura di Trani prorogò la sospensione, fino a tutto il 2015, del pagamento degli oneri fiscali e contributivi per far venir meno, secondo l’accusa, la richiesta di fallimento e di concordato preventivo della Cdp. Provvedimenti di moratoria fiscale di questo genere si applicano – secondo l’accusa – per le popolazioni colpite dalle calamità naturali. Invece, in questo caso, la legge sarebbe ritagliata ad hoc solo e soltanto per l’ente pugliese gestore della Casa di cura.

Nel pomeriggio intanto si sono tenuti, dinanzi al gip del tribunale di Trani Rossella Volpe che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare (tre persone in carcere, sei ai domiciliari più la richiesta di arresto per Azzollini), i primi interrogatori di garanzia degli indagati finiti agli arresti domiciliari. Dinanzi al gip del tribunale di Trani Rossella Volpe sono comparsi Antonio Damascelli e Augusto Toscani, consulenti della 'Divina Provvidenzà, accusati di concorso in bancarotta fraudolenta.

Domani pomeriggio sono previsti gli interrogatori delle due religiose arrestate, suor Marcella Cesa, rappresentante legale dell’ente, e suor Consolata Puzzello, economa della Congregazione, alle quali viene contestata, tra l’altro, anche l'associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Giovedì ultimi interrogatori di garanzia, che riguarderanno Angelo Belsito, per l’accusa amministratore di fatto dell’ente dal luglio 2009, e Adriana Vasiljevic, dipendente della Casa di cura che, secondo la Procura, avrebbe avuto una lunga relazione extraconiugale con l’ex direttore generale e amministrativo Dario Rizzi.

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