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Venerdì 24 Novembre 2017 | 16:05

Morta durante fecondazione assistita Legale della vittima: reazione allergica «Le cause della morte? È prematuro»

Morta durante fecondazione assistita Legale della vittima: reazione allergica «Le cause della morte? È prematuro»
BARI  – Sarebbe morta per una reazione allergica all’anestesia Arianna Acrivoulis, la 38enne di Bitritto deceduta il 10 giugno nell’ospedale di Conversano (Bari) dopo un intervento di fecondazione assistita. È quanto è emerso – secondo i consulenti nominati dalla famiglia della vittima – dall’autopsia eseguita oggi nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari.

"Le patologie pregresse di cui soffriva Arianna non c'entrano nulla con la sua morte, nè lo scompenso glicemico, nè la lieve malformazione cardiaca congenita, che erano tra l’altro perfettamente note e conosciute da chi l’ha operata", spiega  uno dei legali della famiglia, l’avv. Michele Sodrio. "L'allergia – riferisce il difensore – si sarebbe manifestata fin dall’inizio dell’intervento, come emerge anche dalle cartelle cliniche".

"Per ragioni inspiegabili – continua l'avvocato – i medici, nonostante i sintomi, hanno deciso di andare avanti. Questo avrebbe provocato un grave scompenso cardiaco. La mancanza di un defibrillatore e l’assenza di un rianimatore immediatamente disponibile – conclude il legale - hanno poi causato la morte di Arianna, perchè quando è arrivato il 118 era ormai troppo tardi per salvarle la vita".

A queste prime ipotesi medico-legali riferite dai consulenti di parte, seguiranno le certezze scientifiche che deriveranno nei prossimi giorni dalle analisi sui campioni prelevati dal corpo della donna. Sui primi risultati dell’autopsia mantengono il massimo riserbo i consulenti nominati dalla Procura, Francesco Introna e Francesco Bruno.

Al momento sono due i medici iscritti nel registro degli indagati dal pm Luciana Silvestris con l’accusa di omicidio colposo: il direttore del Centro di Fecondazione di assistita di Conversano, Giuseppe D’Amato e il primario di Anestesiologia, Cosimo Orlando. Per D’Amato il difensore Luca Colaiacomo ha nominato due consulenti di parte, il medico legale Pietro Tarsitano e Antonio Chiantera, presidente nazionale Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani). L'avvocato Roberto Cerfeda, legale di Orlando, ha nominato l'anestesista Nicola Brienza.

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