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Martedì 21 Novembre 2017 | 11:20

Trivelle, è bipartisan la protesta Mercoledì inizia la mobilitazione sulle coste tra Polignano e Fasano

Trivelle, è bipartisan la protesta Mercoledì inizia la mobilitazione sulle coste tra Polignano e Fasano
BARI - Tutti uniti contro il petrolio in mare, una sorta di catena umana, da Mola a Fasano, per dire no alle trivelle. Il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha già risposto «ci sarò» all’invito del sindaco di Polignano Domenico Vitto, che ha fissato per mercoledì 17 giugno, alle 10, nella sede del Comune, l’incontro per concordare iniziative istituzionali contro il decreto di compatibilità ambientale concesso dal Ministero dell’Ambiente per le prospezioni airgun al largo della costa tra Mola, Polignano, Monopoli fino a Fasano. All’incontro sono stati invitatati anche il presidente della Regione, parlamentari, i presidenti della città metropolitana e della Provincia di Brindisi, sindaci dei comuni interessati e di Bari, Carovigno e Ostuni.

Sul tema alzano la voce sia i movimenti civici che gli esponenti politici. Il Coordinamento Nazionale «No Triv» e l’Associazione «A Sud» hanno inviato ieri una lettera ai Presidenti delle Giunte regionali e delle Assemblee regionali di Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Sardegna, affinché «impugnino senza indugio entro il 5 luglio dinanzi al Tar Lazio il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 25 marzo 2015, che dà attuazione allo “Sblocca Italia” per la parte concernente le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi». Le due organizzazioni ritengono necessario che le Regioni promuovano anche conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale perché «seguirebbe i ricorsi in via principale promossi tra la fine dello scorso anno e gli inizi del 2015 da Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Marche, Puglia e Veneto a seguito dell’approvazione dello Sblocca Italia e della di Legge di Stabilità». Sara Giannulo, coodinatrice dell’UdS Monopoli, sostiene che «così come con il Jobs Act e la Buona Scuola, il Governo si è mostrato completamente disinteressato ai bisogni della popolazione favorendo invece gli interessi economici delle grandi aziende». Mentre Francesco Pagliarulo, coordinatore della Rete della Conoscenza Puglia, dice che «non è solo una battaglia di resistenza, ma una lotta che deve rilanciare verso la costruzione di un modello economico e produttivo solidale e sostenibile».

«Le trivelle per le coste pugliesi sono un intollerabile insulto - attacca Francesco Paolo Sisto, parlamentare di FI - e saranno oggetto dell'interpellanza urgente che presenterò la settimana prossima in Aula». Insieme a Irma Melini, vice coordinatore regionale Anci giovane Puglia e Angelo Bovino, consigliere comunale di Polignano, il parlamemntare ha spiegato che «occorrono interventi decisi per evitare che il ministero dell'Ambiente dia ulteriori input ad una delle iniziative più scellerate che si possano immaginare». Propone invece «una Class action di tutti gli amministratori pugliesi eletti nei diversi livelli per scongiurare definitivamente ipotesi di trivellazioni nei nostri Mari, Adriatico e Ionio» la Melini, consigliere comunale a Bari. Ma la battaglia è bipartisan. «Va impedito in tutti i modi che si proceda con le prospezioni del fondo marino», dice Ciccio Ferrara, segretario regionale di Sel Puglia. E Mimmo Lomelo (Verdi ) chiede al neo-governatore Emiliano di essere «in prima fila» nella battaglia. «Sarà un caso che, poco dopo le elezioni regionali, il governo sblocchi le ricerche di petrolio nei nostri mari?» chiede Nino Marmo (FI). E il consigliere regionale dei «Popolari», Peppino Longo, parla di «una bomba ad orologeria, con l’affacciarsi dell’estate, per le coste pugliesi».

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