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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 16:00

I 240mila euro di Emiliano per diventare Governatore Spese elettorali e finanziatori

I 240mila euro di Emiliano per diventare Governatore Spese elettorali e finanziatori
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI -Quanto si spende per diventare presidente della Regione? Non molto. La campagna elettorale di Michele Emiliano è costata circa 240mila euro. Soldi che l’ex sindaco di Bari ha raccolto attraverso una associazione, fondata a gennaio, in cui sono confluiti contributi per circa 250mila euro: niente grandi aziende, niente cooperative rosse o bianche, niente imprese edili o del mondo dei rifiuti, in maggioranza i finanziatori sono professionisti, imprenditori e candidati del Pd.

Il termine di legge per il deposito dei rendiconti elettorali scade lunedì 15. Ma è bastata una telefonata al mandatario elettorale, Antonio Vasile, per ottenere l’accesso a fatture ed estratti conto. La «cassaforte» della campagna elettorale è l’associazione Piazze di Puglia, presieduta da Vasile. Ne fanno parte alcuni fedelissimi di Emiliano: Stefano Fumarulo, Angelo Pansini, Vito Del Core, Achille Cippone, Aurora De Falco, Marco Preverin, Alesio Valente. Il grosso delle risorse è arrivato, come detto, dalle sottoscrizioni private, e da una festa di finanziamento organizzata al teatro Kismet di Bari dall’imprenditrice barese Simonetta Lorusso. I finanziatori vanno dall’avvocato salentino Claudio Stefanazzi all’editore foggiano Potito Salatto (che ha interessi anche nella sanità), i baresi sono in maggioranza avvocati e ingegneri: i contributi vanno da 500 fino a 10mila euro a testa.

Al capitolo spese, la voce principale riguarda le Sagre del Programma. Si tratta in realtà di una specie di format che l’associazione Piazze di Puglia ha acquistato dalla Team Town Meeting, società bolognese che fa capo all’architetto Micaela De Riu e Raffaella Lamberti. Sono loro che hanno animato le Sagre, fornendo consulenza scientifica e ideazione: un servizio che è costato 50mila euro più Iva. Ma il conto totale delle Sagre sale, in realtà, a circa 130mila euro, perché ci sono da mettere in conto gli 80mila euro per i servizi di supporto (palchi, streaming, servizi informatici).

La campagna elettorale, quella con il motto «sindaco di Puglia», è dell’agenzia Proforma: 30mila euro. Siamo all’interno dei costi propri del mandatario elettorale, quelli su cui la legge concede l’Iva agevolata al 4%: valgono complessivamente 60mila euro. Gli altri 30mila sono divisi equamente tra materiale promozionale (magliette, flyer, blocchi, penne...) e spot sulle tv locali. E le affissioni, gli onnipresenti 6x3 del «Sindaco di Puglia»? A Bari li ha curati l’impresa Fidanzia, per 34mila euro totali (il maxitabellone di ringraziamento, apparso a Bari nello scorso weekend e tolto ieri, è un omaggio), per il resto della Puglia sono stati spesi circa 10.500 euro (stampa compresa). Come mai così poco? Perché - spiegano i responsabili - la campagna affissioni del presidente ha «sfruttato» quella dei candidati, che hanno tutti portato pubblicità indiretta.

Ultimo capitolo, quello del personale. Emiliano non ha pagato nessuno, salvo l’autista (1.500 euro al mese) con relativa macchina a noleggio (7.100 euro per tre mesi). I collaboratori sono tutti volontari: per loro, in generale, è stato previsto soltanto il rimborso delle spese sostenute (ad esempio le trasferte per lo staff delle Sagre, il carburante per chi ha partecipato alla distribuzione del materiale promozinale, vitto e alloggio dove necessario). Il comitato elettorale di Bari è costato 2.100 euro al mese per tre mesi, più le bollette delle utenze che non sono ancora arrivate. Niente rappresentanti di lista per il candidato presidente: per la raccolta dati durante lo spoglio, lo staff di Emiliano si è appoggiato al personale del Pd. Ma già dopo un’ora, quando la tendenza del voto era chiara, il centro operativo è stato smantellato ed è cominciata la festa.

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