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Martedì 21 Novembre 2017 | 13:09

Usura, tassi fino al 280% in cella due fratelli a Bari Trovati 160mila euro cash

Usura, tassi fino al 280% in cella due fratelli a Bari Trovati 160mila euro cash
BARI – Avrebbero prestato denaro ad usura a professionisti in difficoltà economiche applicando tassi biennali fino al 280%. Con le accuse di usura ed estorsione sono stati arrestati, con concessione dei domiciliari, i fratelli Michele e Antonio Tesauro. L’ordinanza, emessa dal Tribunale su richiesta della Procura di Bari, è stata eseguita dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza.

L'indagine è partita alcuni mesi fa dopo la denuncia della società Cartasi nei confronti del titolare del bed and breakfast «Residence Sveva» di Bari per clonazione di carte di credito. Dalle intercettazioni disposte nei confronti del titolare dell’esercizio è emerso che l’uomo era vittima di usura. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire l'attività usuraia ed estorsiva dei fratelli Tesauro ai danni di una decina di persone negli ultimi due anni, tra le quali un commercialista in gravi difficoltà economiche, al quale avevano prestato circa 50mila euro applicando un tasso di interesse calcolato nel 280,5 per cento.

Nello stesso procedimento è stata eseguita una perquisizione domiciliare a casa di un imprenditore, cliente del commercialista e indagato a piede libero per usura. I finanzieri hanno sequestrato numerosi titoli e 160 mila euro in contanti. Coinvolto nell’inchiesta con la stessa accusa Nicola Scintilla, padre di Pietro Scintilla, pregiudicato ucciso in un agguato mafioso nel dicembre 2004 al quartiere Libertà di Bari.

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