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Sabato 18 Novembre 2017 | 18:50

Le lanterne dimenticate Lo Stato ora vende i Fari

Le lanterne dimenticate Lo Stato ora vende i Fari
Che si tratti di caserme, ospedali, scuole, teatri o ex colonie sui litorali, l’obiettivo è quello di recuperare, valorizzare e riutilizzare gli immobili pubblici finiti nel dimenticatoio ma che potrebbero invece rappresentare, in tempi di spending review e di necessaria riduzione del debito, importanti fonti di reddito per il bilancio pubblico.

Le iniziative e i progetti messi in campo dal governo, grazie al braccio dell’Agenzia del Demanio, si sono moltiplicati in questi anni e sono arrivati ora anche ai fari, avamposti di terra incastonati spesso in panorami e vedute mozzafiato, ampiamente «sfruttabili» a livello turistico e culturale.

Lo Stato è pronto a darne in concessione ai privati dieci, alcuni nelle più belle isole italiane, dall’Elba alle Eolie, replicando qualche caso di successo già sperimentato in Italia (come quello del Faro di Capo Spartivento a Domus de Maria, in provincia di Cagliari) o all’estero. L’idea, che verrà ufficialmente presentata dal Demanio nei prossimi giorni, è proprio quella di sollecitare progetti di recupero da parte di investitori privati, premiando i migliori con concessioni «di lungo periodo». Il progetto «Valore Paese», in cui il Piano Fari si inserisce, prevede una durata delle concessioni anche di 50 anni. Un lasso di tempo tale, dunque, da garantire l'investimento. L’esempio a cui ispirarsi è quello dei Paradores in Spagna e delle Pousadas in Portogallo, in grado di coniugare l’attrazione e l’accoglienza di domanda turistico-ricettiva con la tutela e la valorizzazione dei beni culturali.

Valorizzazione è del resto la parola chiave anche del progetto «Proposta Immobili 2015», in cui circa 700 immobili di enti locali ed enti pubblici, tra ville, castelli, ex ospedali o mercati ortofrutticoli, verranno vagliati e censiti per potenziali dismissioni o trasferimenti a Cdp o fondi immobiliari Invimit, con l’obiettivo di «racimolare» entro il 2017 2,1 miliardi destinati dal Def alla riduzione del debito pubblico.

Stesso dicasi per il progetto caserme: il ministero della Difesa punta a cederne il maggior numero possibile, anche per rientrare dei costi, e così quella di Bologna si trasformerà nel più grande campus universitario europeo, mentre quella di Via Guido Reni di Roma, a due passi dal museo di arte contemporanea «Maxxi», potrebbe assumere la forma dalla nuova Città della Scienza della capitale.

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