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Sabato 25 Novembre 2017 | 03:12

Bitonto, allarme bomba vicino all'aula bunker trovato ordigno artigianale

Bitonto, allarme bomba vicino all'aula bunker trovato ordigno artigianale
BARI - Un ordigno rudimentale, composto da tre candelotti, è stato trovato e disinnescato dagli artificieri in via don Luigi Sturzo, a Bitonto, in provincia di Bari, a pochi passi dall’aula bunker dove si celebrano i processi contro la mafia. La bomba aveva un alto potenziale distruttivo, ma chi l’ha piazzata
probabilmente voleva solo dare un avvertimento. Pochi giorni fa proprio nell’aula bunker si è svolto un processo contro la mafia foggiana. L’area è stata messa in sicurezza. Sul posto sono giunti poliziotti e carabinieri.

A fare la scoperta, i tecnici dell’Italgas, durante un ordinario controllo: hanno trovato vicino la centrale dei collettori del gas un ordigno rudimentale fatto con tubi in metallo, con fili di rame esposti. Dopo alcune ore di panico e l’intervento degli artificieri, le forze dell’ordine hanno archiviato tutto come un falso allarme. Rimangono, invece, i dubbi sull'episodio e le polemiche sulla presenza dell’aula bunker in un palazzo di giustizia ormai interamente svuotato. L'allarme bomba – L’allarme sarebbe partito a metà mattinata, proprio dai tecnici dell’Italgas, in servizio nel quartiere. Secondo quanto riferito dai diretti protagonisti, vicino alla centrale del gas dell’ex pretura era stato posizionato «un accrocchio: tubi di metallo, polvere scura, fili elettrici. Abbiamo chiamato subito i carabinieri perchè, nel dubbio, non potevamo rischiare, né noi né tutto il quartiere». All’arrivo dei carabinieri sono partite subito le manovre per mettere in sicurezza la zona.

Tutte le auto in sosta sono state spostate, la zona transennata, deviato il traffico anche per i bus di linea che servono le scuole superiori della zona, il liceo scientifico e l’istituto tecnico commerciale. Ai residenti delle palazzine di via don Luigi Sturzo è stato richiesto di spalancare le finestre e di spostarsi sull'altro lato dell’appartamento, nel timore che l’esplosione mandasse in frantumi i vetri, ferendo poi qualcuno. Per tutti, divieto assoluto di affacciarsi al balcone. Non è stato necessario, invece, sgomberare l’ex pretura.

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