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Domenica 19 Novembre 2017 | 02:28

Aperto il portellone del Norman Atlantic visibili veicoli bruciati

Aperto il portellone del Norman Atlantic visibili veicoli bruciati
BARI – Il portellone della Norman Atlantic è aperto. A più di cinque mesi dal naufragio che causò la morte di 11 persone (18 passeggeri ancora dispersi) potranno iniziare le attività tecniche per stabilire le cause dell’incendio scoppiato a bordo la notte del 28 dicembre scorso, mentre il traghetto era al largo delle coste albanesi in navigazione dalla Grecia ad Ancora. Gli accertamenti saranno eseguiti nell’ambito di un incidente probatorio chiesto dalla procura di Bari che indaga sul naufragio.

Le operazioni propedeutiche all’apertura del portellone sono iniziate la scorsa settimana. I tecnici, con la collaborazione e il controllo dei Vigili del Fuoco, degli uomini della Capitaneria di Porto, della Guardia di Finanza e della Polizia, hanno tagliato con la fiamma ossidrica i pistoni del portellone, agganciandolo a due gru. Quindi, hanno lentamente abbassato la struttura in ferro adagiandola sulla banchina di fronte al terminal crociere del porto di Bari. Dall’esterno sono chiaramente visibili le carcasse delle auto e dei tir completamente bruciate. Sul posto anche il procuratore del Tribunale di Bari Giuseppe Volpe.

"Abbiamo trovato la situazione che ci aspettavamo e siamo soddisfatti dei tempi". Così il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, lasciando il porto dopo l’apertura del portellone del Norman Atlantic, il traghetto naufragato lo scorso 28 dicembre al largo delle coste albanese e ormeggiato dal febbraio scorso davanti al terminal crociere del porto di Bari. L’interno del relitto contiene le carcasse dei mezzi che erano parcheggiati sul ponte andato a fuoco. Si vedono chiaramente le strutture in ferro bruciate e in parte crollate, tir e auto completamente distrutti.

"Abbiamo messo in sicurezza il relitto dopo l’incendio, poi lo abbiamo rimorchiato a Bari e qui saranno effettuati tutti gli accertamenti", ha spiegato Volpe. "Un’operazione così grande e delicata – ha continuato il capo della procura – poteva richiedere anche più tempo, ma noi siamo riusciti a fare tutto in cinque mesi". Una volta aperta la poppa della nave, saranno prelevati campioni dei liquidi che si trovano all’interno del ponte perchè vengano analizzati dall’Arpa che dovrà dare indicazioni per lo smaltimento, al fine di evitare eventuali danni ambientali. A partire dall’11 giugno si procederà poi allo svuotamento (tecnicamente chiamato 'smassamentò) del relitto e i tecnici nominati dal gip nell’ambito dell’incidente probatorio saliranno a bordo. Le attività tecniche si concluderanno entro i prossimi sei mesi.

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