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Sabato 25 Novembre 2017 | 05:10

Bari, il lenzuolo bianco dei penalisti ai giudici «Garanzia a due velocità»

Bari, il lenzuolo bianco dei penalisti ai giudici «Garanzia a due velocità»
ISA MASELLI
BARI - Un lenzuolo bianco. «Una piccola e timida speranza di civiltà». La Camera Penale di Bari sarà protagonista la prossima settimana di un’iniziativa simbolica a tutela dei diritti degli «uomini neri» (detenuti, indagati, imputati) che sono, prima di tutto, uomini. Guidati dal presidente della Camera Penale, l’avvocato Gaetano Sassanelli, consegneranno davvero quel «lenzuolo bianco», «vessillo di rispetto e garanzia», al Procuratore della Repubblica e al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Bari.

In una lettera aperta Sassanelli spiega le ragioni di questo gesto «simbolico». La sua riflessione trae spunto dagli arresti per corruzione di alcuni alti dirigenti della Fifa su richiesta delle autorità inquirenti statunitensi. Una vicenda definita «clamorosa», «non per i nomi altisonanti dei soggetti coinvolti, la gravità delle accuse mosse, la rilevanza degli interessi in ballo, ma semplicemente perché stavolta a colpirmi è stato un banale lenzuolo. Bianco!». È - spiega Sassanelli - il «lenzuolo bianco utilizzato dalle forze dell’ordine per coprire ed occultare integralmente i soggetti tratti in arresto, riparandoli dallo sguardo di giornalisti e media eventualmente presenti. Dalle nostre parti invece abitualmente convocati, non in nome del sacrosanto diritto di cronaca, ma solo per ritrarre i trofei da esporre».

Il presidente dei penalisti baresi parla di «lenzuolo bianco, come gesto di rispetto della dignità umana, che mi ha scosso da una sorta di assuefazione a quel circo mediatico ed irrispettoso che ogni volta accompagna le nostre vicende giudiziarie». Quindi il riferimento ai fermi della Procura di Catanzaro «che hanno interessato anche il nostro distretto, in gran parte poi non convalidati a seguito della verifica dei giudici, per una indagine sul calcio-scommesse nelle serie dei dilettanti, dove, al contrario, quel lenzuolo, quel velo così dignitosamente calato nel rispetto di persone, storie, vite, famiglie, è stato, con la medesima determinazione, squarciato, per offrire tutto a tutti; per offrire subito un colpevole, poco importa se reale o supposto; per gettare nel tritacarne mediatico, magari rigorosamente ammanettato, un uomo».

Sassanelli ricorda che proprio l’Italia è il paese «in cui il diritto è nato, progredendo attraverso costrutti sempre più evoluti e forbiti, che però impallidisce di fronte ad un banale lenzuolo bianco, innalzato con semplicità di fronte alle telecamere». Quel lenzuolo bianco diventa così «un piccolo baluardo che garantisca gli uomini e che ho deciso che la Camera penale di Bari regalerà simbolicamente, affinché lo utilizzino per ricordare a tutti che l’uomo nero è, prima di tutto, appunto, un uomo». 

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