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Giovedì 23 Novembre 2017 | 06:22

Cagnolini come immondizia L'appello: aiutateci a trovar loro casa

Cagnolini come immondizia L'appello: aiutateci a trovar loro casa
di ANTONIO GALIZIA

CONVERSANO - Prosegue, a Conversano, il macabro rito dello smaltimento dei «rifiuti viventi», così come gli animalisti definiscono questa orrenda modalità, praticata da ignoti per liberarsi di cani appena nati. Dopo i sei cuccioli chiusi una settimana fa in una busta di plastica e abbandonati in un cassonetto nelle vicinanze della scuola media Forlani (in cinque ce l’hanno fatta, uno è morto per asfissia), in via Vernaleone e i 3 cuccioli salvati dai Vigili urbani, altri cuccioli sono stati trattati come rifiuti.

Sono Peppa, Vasco e Placido i tre cagnolini «sopravvissuti al macabro gesto di una persona cattiva – spiega Fonte Maria Lofano, la volontaria della Lega per la difesa del cane che li ha salvati - che li ha chiusi in una busta facendone morire uno». I tre hanno superato il mese d’età e diventeranno sicuramente di taglia media. Per aiutarli a crescere bene, la Lega per la Difesa del Cane di Conversano, che li nutre e coccola amorevolmente, chiede che un aiuto concreto: «Abbiamo bisogno di una mano economica per comprare il latte in polvere e fra un po’ serviranno i croccantini per lo svezzamento. Il cibo per cuccioli, si sa, è abbastanza costoso, e Peppa, Vasco e Placido ne mangiano in quantità».

L’invito è ad adottare i cuccioli o a sostenerli acquistando gli alimenti necessari o ancora devolvendo un contributo spontaneo ( IBAN IT36E0760104000001011591284 intestato alla Lega Nazionale Difesa del Cane sezione di Conversano). «Servono anche traverse per i loro bisogni».

Proseguono, intanto, le indagini sugli autori di questi e dei recenti macabri abbandoni. A questo proposito, la Polizia municipale e l’ufficio Ambiente del Comune ricordano che questa incivile modalità di abbandono degli animali viene intesa come maltrattamento e viene quindi considerata alla stregua di un reato perseguito ai sensi dell’ar ticolo 727 del codice penale, che prevede l’arresto del responsabile fino a un anno di reclusione e l’ammenda da mille a diecimila euro. L’invito è, dunque, a segnalare casi di abbandono e maltrattamento alle autorità preposte e ad una maggiore sensibilizzazione verso la pratica dell’adozione.

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