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Martedì 21 Novembre 2017 | 09:26

Bari, calcolo della Tasi basta la carta d’identità

Bari, calcolo della Tasi basta la carta d’identità
di NINNI PERCHIAZZI

BARI - La carta d’identità per calcolare la Tasi. La novità è in arrivo sul portale del Comune di Bari - www.comune.bari.it - nei prossimi giorni con l’intento di agevolare gli oltre 80mila contribuenti baresi interessati al pagamento della tassa sui servizi indivisibili. Come è noto, il tributo locale è dovuto solo dai proprietari dell’abitazione principale, poiché si determina sulla base della rendita catastale dell’immobile stesso. Un modo neanche tanto velato di reintrodurre la tassazione sulla prima casa dopo averla sgravata (evidentemente solo a parole) da «Ici» prima e «Imu» poi. Insomma, una vicenda tutta italiana, come il caso della mancata rivalutazione delle pensioni che tanto scalpore ha fatto nei giorni scorsi.

NUOVO SOFTWARE - In pratica, in vista della scadenza del 16 giugno per il pagamento dell’acconto (su Imu per seconde case e capannoni e appunto sulla Tasi) l’amministrazione barese sta installando un nuovo programma informatico per poter calcolare con maggiore precisione l’impor to dell’imposta che serve a finanziare i cosiddetti servizi comunali indivisibili (asili nido, polizia municipale, manutenzioni varie, illuminazione). Così, inserendo il codice della carta d’identità sarà possibile risalire ai beni immobili registrati al catasto ad essa collegati e determinare l’importo da pagare per l’odiosa gabella. In tal modo, in teoria non dovrebbe esserci margine di errore, a meno che non siano stati registrati dati errati al catasto (se così fosse andrebbero corretti all’ufficio dell’anagrafe degli immobili, prima di determinare il quantum della tassa). Una volta ottenuto l’importo corretto si dovrà poi utilizzare il modello «F24» per il pagamento telematico, in banca o alla posta. Col precedente programma, invece, i dati catastali dovevano essere inseriti dal contribuente. In occasione dell’appuntamento di metà giugno (per l’acconto), si continuerà ad applicare l’aliquota del 3 per mille prevista per il 2014 - il massimo consentito dalla legge - mentre il 16 dicembre, alla scadenza del saldo verrà compensata l’a n nu n c i at a riduzione dell’aliquota che il sindaco Antonio Decaro intende far scendere al di sotto della soglia del 3 per mille.

OBIETTIVO 2,99 - Al momento i dettagli sono ancora tutti da definire, anche nell’ottica dell’approvazione del bilancio preventivo 2015 del Comune, la cui scadenza dovrebbe essere prorogata al 31 luglio (come da richiesta Anci al Governo). Lo scorso anno l’amministrazione barese ha incassato una quarantina di milioni, come detto frutto dell’aliquota calcolata al 3,3 per mille sulla rendita catastale rivalutata dell’abitazione principale: è la sommatoria del 2,5 per mille imposto dallo Stato e dello 0,8 per mille, lasciato alla facoltà delle locali amministrazioni. Palazzo di Città punta a decurtare l’iniqua gabella con cui si è reintrodotta la tassazione sulla prima casa di poco più dello 0,3 per mille. L’obiettivo è far scendere l’aliquota almeno al 2,99 per mille. Rimarranno invece confermate le esenzioni - per i nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 10mila euro - e lo sconto di 100 euro - per chi guadagna tra 10mila e 15mila euro (reddito Isee) -. Resta comunque la spiacevole sensazione di una tassa ingiusta anche sotto l’aspetto sociale: infatti oltre i 15mila di reddito Isee, viene applicata la medesima aliquota per tutti - si guadagni 20mila, 100mila o 400mila euro -, finendo per avere un impatto evidentemente differente su ciascun contribuente e agevolando i redditi più alti.

DIFFERENZIATA - Al momento, però è corsa contro il tempo per mantenere la tassa rifiuti a tutti i costi sulle tariffe del 2014 (nonostante l’aumento del costo di conferimento dell’immondizia in discarica di circa il 30%), attraverso il raggiungimento degli obiettivi relativi alla raccolta differenziata. In particolare c’è da fare i conti con lo spauracchio dell’eco - tassa regionale, che rischia di «punire» il Comune del capoluogo in modo severo se entro fine giugno la raccolta differenziata non dovesse aumentare di 5 punti percentuali rispetto a novembre 2014 (così come da indicazioni della Regione Puglia). In pratica, i dati Amiu, attestano l’attuale 36%, rispetto al 32% riscontrato sei mesi fa, per cui manca ancora circa un punto percentuale per evitare la penalizzazione. L’altra leva sui cui agire in chiave taglio delle tasse locali è rappresentata dalla lotta all’evasione rivolta in modo mirato ai furbastri del reddito Isee ovvero a quel mini-esercito di famiglie benestanti che dichiara il falso pur di non pagare (o pagare meno) i cosiddetti servizi a domanda individuale (rette per gli asili nido, mensa e trasporto scolastico).

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