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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:55

L’arte? A Bitonto nasce all’aperto e... in diretta

L’arte? A Bitonto nasce all’aperto e... in diretta
di ENRICA D’ACCIÒ

Metti cinque maestri scultori, sei giovani aspiranti artisti, undici grandi blocchi di perlato svevo, la pietra bianca della cave della Murgia, e uno spazio pubblico, all’aperto, dove bambini e ragazzi, giovani e anziani, possano vedere, giorno dopo giorno, come nasce u n’opera d’arte. Questo e molto altro, è il primo simposio internazionale di scultura su pietra, in programma in questi giorni a Bitonto: dieci giorni di arte, di polvere di pietra, ma anche di ispirazione, tecnica, amore per il bello. Spiega Francesco Sannicandro, direttore artistico dell’iniziativa: «Abbiamo voluto proporre alla città la formula del “simposio”, in cui tutti hanno la possibilità di scoprire realmente cosa avviene dietro le quinte, durante la fase creativa.

Gli scultori lavorano sul loro blocco di pietra ma, allo stesso tempo, sono “costretti” a rispondere alle domande dei cittadini che assistono ai lavori e che hanno la possibilità di vedere da vicino come nasce un’opera d’arte, forse per la prima volta nella loro vita». Non solo. «Abbiamo voluto far lavorare, gomito a gomito, giovani e meno giovani, maestri e allievi, per permettere il massimo scambio di esperienze, competenze, ispirazioni». Al lavoro, dunque, i maestri scultori Sestilio Burattini, Pietro De Scisciolo, Mauro Antonio Mezzina, Gualtiero Moncenni, Ulri - ch Johannes Müller. Dalle accademie di belle arti di Bari, Catanzaro e Lecce, gli allievi Aurora Avvantaggiato, Isabella Buccoliero, Gianluigi Ferr ari, Francesco Paglialung a, Silvia Paolini e Grazia Savoia.

Il tema del simposio è «Germogliava in lei la luce», un verso di Alda Merini, dedicato e intrecciato alle concomitanti feste patronali, dedicate alla Madonna Immacolata, in corso in questi giorni in città. «Gli artisti stanno lavorando – continua Sannicandro - ciascuno secondo la propria arte e la propria ispirazione, sul tema del sacro ma anche sui temi della maternità, della luce, della primavera». Non sono mancati certo i problemi tecnici e organizzativi. La lavorazione della pietra locale ha imbiancato di polvere una buona parte della villa comunale costringendo in tutta fretta a spostare artisti e attrezzi nel più periferico campo sportivo Nicola Rossiello «Forse la città non era pronta per un’esperienza del genere», commenta con una nota di rammarico nella voce Sannicandro.

L’esperienza artistica del simposio tuttavia sta nella fase di performance. Al termine dei lavori, previsti per sabato 30 maggio, le opere saranno presentate ufficialmente alla città e donate all’amministrazione comunale, che le acquisirà così nel suo patrimonio artistico.

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