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Lunedì 20 Novembre 2017 | 18:16

Bari, per il 730 online è caccia al codice pin

Bari, per il 730 online è caccia al codice pin
di Ninni Perchiazzi

BARI - Sigle e acronimi, scadenze e adempimenti, agevolazioni e interessi: è sempre tempo di pagare per il contribuente alle prese con un Fisco sempre più vorace. Incombe così la Iuc - Imposta unica comunale, un’acronimo che impareremo presto a temere - ma scocca anche l’ora della dichiarazione dei redditi.

Aliquote, tariffe e scadenze della tassa sui rifiuti (la Tari) e del tributo sui servizi indivisibili (la Tasi) sono in attesa di essere definite, mentre per l’Imu (l’imposta sugli immobili) è già tutto scritto: sommati tutti insieme formano appunto la Iuc. I contribuenti, intanto, iniziano ad affrontare le novità del modello «730», che da quest’anno debutta anche nella sua versione telematica. In teoria basterebbe un click per togliersi di mezzo l’odioso adempimento, ma per il momento non è così.

7 LUGLIO - Rinviata al 7 luglio la deadline per risolvere le incombenze fiscali, bisogna fare i conti col totem sbandierato dal governo della dichiarazione dei redditi precompilata, una sorta di rivoluzione copernicana, che al momento sconta l’essere in piena fase sperimentale.

ON LINE - Varato il 15 aprile scorso dall’Agenzia delle Entrate, il nuovo modello di 730 predisposto direttamente dal Fisco è scaricabile online da 20 milioni di lavoratori e pensionati in tutta Italia. In teoria, l’operazione dovrebbe semplificare e rendere la vita più facile a cittadini e imprese, chiamati solo a confermare i dati inseriti dal Fisco o al limite ad integrare la dichiarazione con dati ovviamente non compresi come le spese sanitarie e altri oneri detraibili.

In pratica, il Fisco da «controllore» diventa primo attore e responsabile, accanto al contribuente, dei dati rispondendo all’imperativo di snellire le procedure, perché - molto in teoria -, il cittadino, ottenuto il codice Pin personale dall’Inps, potrebbe provvedere in prima persona alle correzioni. In realtà, è già partito l’assalto ai centri di assistenza fiscale o la richiesta di aiuto ai commercialisti, un particolare non da niente visto che solo i modelli precompilati e accettati senza modifiche non saranno sottoposti a controlli ulteriori dell’Agenzia delle entrate.

CGIL - Martino Mastrorocco, del centro servizi Cgil, spiega come sta andando l’addio al cartaceo. «In questi giorni stiamo avendo un’affluenza sostenuta ma costante - asserisce -. Nella maggioranza dei casi i contribuenti si stanno mettendo in coda per dare ai nostri esperti la delega ad occuparsi della dichiarazione precompilata per eventuali variazioni». Quindi, man mano che prosegue il conto alla rovescia verso la scadenza del 7 luglio, è atteso un incremento via via maggiore dell’affluenza. «È sempre così - aggiunge Mastrorocco -, anche perché la gente si accorge della difficoltà del fai-da-te e per assurdo, in caso di errore è il Caf a dover provvedere a rimborsare il Fisco».

ISEE - Situazione complicata anche per le dichiarazioni Isee, utili ad ottenere agevolazioni per prestazioni pubbliche a domanda individuale (mensa e trasporto scolastico, rette asili nido, contributi per l’affitto) o per la Tasi. «In questo momento le richieste sono molto numerose, specie nei quartieri più popolari, e la procedura è diventata più complessa, richiedendo dati come la consistenza media dei conti correnti bancari, che non sono di facile determinazione», chiude.

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