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Domenica 19 Novembre 2017 | 20:52

I colloqui di Laudati: «A Bari una lobby di giudici e politici» Infarto stronca difensore ex procuratore

I colloqui di Laudati: «A Bari una lobby di giudici e politici» Infarto stronca difensore ex procuratore
BARI - Non solo il racconto di un’inchiesta su un presunto «complotto istituzionale», fascicolo reso noto da Panorama ma che, in realtà, non sarebbe mai esistito. Nelle frasi riferite dall’ex procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati a un cronista del settimanale, che le avrebbe registrate di nascosto, emergono giudizi non lusinghieri sui colleghi magistrati in servizio a Bari.

Le conversazioni, che sarebbero avvenute a Bari tra fine gennaio e inizio febbraio 2010, sono state depositate in un procedimento civile, a Milano, dove si discute in appello sul risarcimento danni che Patrizia D’Addario, reclutata da Gianpaolo Tarantini per partecipare a feste nelle residenze dell’allora premier Berlusconi, ha chiesto a Panorama. In primo grado la donna, assistita dall’avvocato Fabio Campese, ha ottenuto un risarcimento di 55mila euro.

Sulla base delle trascrizioni di quei colloqui la D’Addario ha anche depositato una querela per diffamazione ai danni di Laudati che la definisce una «ricattatrice».

E così si scopre che l’ex procuratore barese definisce, in quelle conversazioni, «disastrosa» la situazione nel suo ufficio. Basti pensare che, a suo giudizio, «c’era una guerra tra lobby politiche e giornalistiche, dalla Procura di Bari si fa carne da macello» perché era «diciamo permeabile». Il procuratore avrebbe illustrato al cronista, Giacomo Amadori una «questione inesplorata», ovvero «il rapporto che lui (Tarantini, ndr) aveva con l’ambiente giudiziario, a queste feste quanti magistrati ci andavano?».

Riferendo una frase di tale Cosimo, Laudati dice: «Lì non dovevate mandare un procuratore, dovevate togliere cinquanta magistrati». È l’intero contesto a fare storcere il naso al magistrato oggi in servizio alla Dna, imputato a Lecce con l’accusa di avere favorito Berlusconi e Tarantini durante le indagini sulle escort. Laudati parla del presidente del Tribunale che è stato presidente della Regione, di Emiliano che «va a fare il sindaco», di Maritati che «fa le indagini su D’Alema e va a fare il sottosegretario, va a fare il parlamentare».

Di conseguenza, dice senza sapere di essere registrato, «è ovvio che esiste un cordone ombelicale. Penso che dopo il Csm dovrà farsi una sessione speciale». [g. l. - m. s. ]

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