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Sabato 18 Novembre 2017 | 22:18

«La D'Addario? Era una ricattatrice» Escort querela ex procuratore Bari incastrato da due registrazioni

«La D'Addario? Era una ricattatrice» Escort querela ex procuratore Bari incastrato da due registrazioni
BARI – La escort Patrizia D’Addario, che nel 2009 denunciò l’esistenza di festini hot nelle residenze di Silvio Berlusconi, ha querelato per diffamazione l’ex procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati, ora in servizio alla Procura nazionale antimafia. La vicenda è legata a notizie, pubblicate da Panorama nel 2010, sulla presunta indagine, in realtà inesistente, di un complotto mediatico, giudiziario e politico ordito contro l’allora capo del governo per il quale la D’Addario sarebbe stata utilizzata e pagata per avere con il Cav incontri mercenari per poi far emergere lo scandalo.

Alla base della querela ci sono due colloqui che Laudati, nel gennaio-febbraio 2010, quando coordinava l’inchiesta sul giro di escort nelle residenze dell’allora premier, avrebbe avuto prima con il cronista di Panorama Giacomo Amadori e, successivamente, con Amadori e con il direttore del settimanale, Giorgio Mulè. I due colloqui inediti, che i giornalisti avrebbero registrato all’insaputa di Laudati, sono stati recentemente depositati (con supporti informatici e trascrizioni) presso la Corte d’appello civile di Milano nella causa D’Addario-Panorama, vinta in primo grado della donna, assistita dall’avv.Fabio Campese, che ha ottenuto un risarcimento di 55mila euro.

Nei due colloqui il procuratore avrebbe detto che "la D’Addario – è scritto nella querela – non era una prostituta, ma era una che faceva i ricatti" e avrebbe parlato di un "complotto istituzionale" nel quale era stata coinvolta la escort per danneggiare l’allora capo del governo. Inoltre Laudati avrebbe parlato dell’esistenza di un indagine in corso a Bari cui si ipotizzava il reato di "associazione finalizzata alla distorsione delle notizie giudiziarie per finalità di lotta politica".

Dalla conversazione emergerebbe che il procuratore riferisce al cronista quella che era la sua idea: "sia Tarantini sia la D’Addario, sia altri, sono pedine di un meccanismo molto più complesso e molto articolato" e che siano stati utilizzati e sfruttati "per finalità istituzionali". A seguito della prima conversazione con Laudati, nella quale il magistrato avrebbe parlato di indagini patrimoniali a carico della escort per rintracciare circa "un milione di euro" riferibili alla donna, Panorama pubblicò un articolo di copertina sullo "scenario sorprendente", finalizzato a "screditare il premier", che un’inchiesta "riservata" della procura di Bari (poi definita "inesistente" dal Tribunale civile di Milano nella causa D’Addario-Mondadori) stava ridisegnando sulla vicenda delle escort inviate a Palazzo Grazioli. Il contenuto dell’articolo fu smentito dalla procura di Bari.

PATRIZIA: IO INDIGNATA E DELUSA -  "Sono indignata, delusa e adirata. Non potevo immaginare che attacchi meschini e falsi contro la sottoscritta provenissero da persone così altolocate", afferma Patrizia D’Addario Confermo la fiducia al mio avvocato Fabio Campese e sopratutto alla magistratura, che sa punire severamente i suoi stessi membri. Attendo giustizia, anche in questo caso", conclude D’Addario.

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