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Lunedì 20 Novembre 2017 | 06:57

Gdf al pm: Paparesta comprò Bari con i soldi dei «padroni» del calcio Suissegas in crisi, addio a 1,5 mln Presidente: su proprietà mai nascosto nulla

Gdf al pm: Paparesta comprò Bari con i soldi dei «padroni» del calcio Suissegas in crisi, addio a 1,5 mln Presidente: su proprietà mai nascosto nulla
di GIOVANNI LONGO
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Gli approfondimenti della Finanza sono durati due mesi. Ed hanno messo un punto fermo: i 7 milioni che Gianluca Paparesta ha utilizzato per rilevare il titolo sportivo del Bari dal fallimento Matarrese sono stati ottenuti attraverso una serie di finanziamenti, in primis quelli di Infront e Mp Silva, i «giganti» dei diritti tv che qualcuno considera i veri padroni del calcio italiano.

Ed è per questo che, dopo aver acquisito estratti conto bancari e documentazione nella sede della società biancorossa, oggi come allora in via Torrebella, le fiamme gialle il 10 aprile hanno rassegnato le loro conclusioni nelle mani del procuratore aggiunto Anna Maria Tosto: dagli approfondimenti effettuati - è il senso dell’informativa redatta dalla Sezione reati societari e fallimentari del Nucleo di polizia tributaria - si evince che Paparesta ha investito con soldi non suoi. Ma questo non significa che l’operazione condotta dall’ex arbitro internazionale possa avere le caratteristiche di una turbativa d’asta.

La preoccupazione della Procura di Bari, del resto, era esattamente questa: escludere che, nel passaggio da una società all’altra, fossero stati commessi reati fallimentari. Una preoccupazione che era nata proprio all’indomani della prima asta, quella andata deserta perché il giudice respinse la fideiussione arrivata dall’India: pur dotata di «benefondi» (una banca aveva certificato che i soldi esistevano), il giudice non aveva considerato valida la garanzia presentata da Paparesta. Trattandosi di soldi provenienti da Paesi extra-Ue, come è di norma in questi casi, erano scattati approfondimenti.

Il fascicolo, aperto proprio in quei giorni, era stato iscritto a modello 44 («reati a carico di ignoti»), e così è stato chiuso. Ciò che resta è, quindi, l’aspetto prettamente sportivo: Infront ed Mp Silva, le multinazionali che per conto della Lega calcio gestiscono i diritti tv per il mercato nazionale e per quello estero, sono infatti intervenute nella procedura di acquisto di una società professionistica di calcio. Anzi, i documenti acquisiti dalla Finanza hanno evidenziato che Fc Bari 1908 ha emesso la sua fattura n. 1 nei confronti della Media Partners (2.500.000 euro), e le fatture n. 2 (2.135.000) e n. 3 (1.220.000) nei confronti di Infront: un totale di 5.855.000 euro che hanno coperto, in sostanza, l’85% dei costi dell’operazione. Ovvero i 4,8 milioni con cui il 20 maggio 2014 Paparesta si è aggiudicato il titolo sportivo all’asta fallimentare, e i debiti della vecchia gestione di cui l’attuale presidente si è fatto carico. Questo è il quadro completo.

E lo sponsor Suisse Gas ha chiesto il concordato  -  Alla Fc Bari 1908 di Gianluca Paparesta avrebbe dovuto versare un milione e mezzo di euro, soldi che la società biancorossa ha finora incassato solo in minima parte e grazie ad una anticipazione bancaria. Quei soldi, però, non arriveranno più. Perché la Suisse Gas Italia, main sponsor del Bari, da una settimana è finita in concordato preventivo lasciando con un palmo di naso, oltre che la squadra del capoluogo pugliese, anche numerose formazioni di altri sport.Suissegas è stata sponsor del Milan, dell’Atalanta e, fino al 2016, ha un accordo in piedi anche con l’Inter. Proprio all’indomani della firma del contratto con i nerazzurri erano emerse perplessità sul braccio italiano della società svizzera dell’energia, il cui patron Gian Luca Borelli, un ex avvocato all’epoca radiato dall’Ordine, era stato arrestato al di là delle Alpi con l’accusa di aver ordito una presunta truffa da 16 milioni ai danni della Erg della famiglia Garrone. Soldi che poi Borelli avrebbe comunque restituito.

Il 6 maggio la Suissegas ha presentato domanda di concordato preventivo in bianco al Tribunale di Busto Arsizio, che il 15 maggio si è dichiarato incompetente per territorio mandando tutte le carte a Milano. Saranno ora i magistrati del capoluogo lombardo a stabilire entro quanto la società dovrà depositare il piano di concordato, ma nel frattempo le eventuali richieste di fallimento verranno congelate.

Suisse Gas Italia - secondo il giornale specializzato Staffetta Quotidiana - è una delle società coinvolte in un caso scoppiato nel 2011, quello dei cosiddetti «furbetti del gas»: grazie all’utilizzo improprio delle piattaforme di «trading», alcune società sarebbero riuscite a non pagare circa 400 milioni di euro, di cui 300 si sarebbero riversati sulle bollette dei consumatori. Per questa vicenda ci fu un provvedimento sanzionatorio dell’Authority. E il Bari? La società biancorossa, secondo il contratto stipulato il 20 giugno 2014 (alla vigilia dell’asta fallimentare), dovrebbe ricevere 1.500.000 euro: una parte di quei soldi è stata incassata dalla società di Paparesta grazie ad un anticipo di circa 300mila euro concesso dalla Banca Popolare di Bari. È difficile, vista la situazione di dissesto della SuisseGas, che arriveranno altri soldi. [g.l. - m.s.]in concordato Lo sponsor Suissegas sulle maglie del Baritrema anche l’inter 

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Gianluca e Romeo Paparesta fotografati in Vespa da Giuseppe Corcelli.

 

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