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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:56

Tasse a Bari riprende la «giostra»

Tasse a Bari riprende la «giostra»
di NINNI PERCHIAZZI

BARI - Imu, Tari, Tasi o se vi piace di più Iuc. Ormai, per terrorizzare i cittadini (onesti) lo Stato si affida gli acronimi. Che cambiano ogni anno, ma sono portatori sempre della medesima minaccia: i pagamenti delle varie tasse, le cui scadenze giungono inesorabili a partire dal mese di giugno. Appuntamenti sempre più difficili da rispettare anche grazie al pericoloso e pernicioso incedere di una crisi senza precedenti. Mandato in archivio il salasso di Natale - lo scorso 16 dicembre sono coincise le scadenze di Tasi e Tari, un pacco dono da 1500-2.000 euro a famiglia - tra breve si ricomincia a dover rimpinguare le casse pubbliche. Nel 2015 è entrata in vigore l'Imposta unica comunale (Iuc, appunto) articolata in tre componenti: l'Imposta municipale propria (Imu), il tributo per i Servizi indivisibili (Tasi) e la tassa sui Rifiuti (Tari).
La Iuc si basa su due presupposti impositivi: uno di natura patrimoniale costituito dal possesso di immobili (collegato alla loro natura e al loro valore), l'altro collegato all'erogazione e alla fruizione di servizi comunali. In pratica non sfugge nessuno. O quasi.

GIUGNO/DICEMBRE - Insomma dove stavamo, stiamo, anche se rincuora la promessa del sindaco Antonio Decaro, ribadita più volte, di voler alleggerire la pressione fiscale, a cui si aggiunge uno scadenziario dei versamenti appena più umano. Così a giugno ecco arrivare la rata di acconto dell’Imu sugli immobili diversi dall’abitazione principale - seconde case, capannoni industriali e altre strutture commerciali - con l’aliquota ferma (per fortuna) al 10,6 per mille, mentre sono previste agevolazioni per gli appartamenti dati in uso a parenti di 1° grado (7,6 per mille, previa presentazione dell’istanza). Immutata anche la scadenza del saldo a dicembre.

SETTEMBRE/OTTOBRE - Dopo il pastrocchio dello scorso anno - da addebitare totalmente al Governo centrale - sulla Tari slittata, come detto, fino a dicembre, l’am - ministrazione comunale sta vagliando l’ipotesi di stabilire il pagamento della tassa rifiuti a settembre/ottobre, quando come di consueto si potrà optare per u n’unica soluzione o nella rateizzazione in quattro tranche. Sul fronte immondizia non dovrebbero esserci sorprese: le tariffe non subiranno alcuna variazione ovvero si pagherà nella stessa misura dell’anno passato.

IL TAGLIO - Così, la partita della riduzione del carico fiscale si gioca sulla Tasi (e dall’incremento della raccolta differenziata), per la quale si sta preve dendo l’applicazione di una minore aliquota e la possibilità di pagare a rate. Al momento i dettagli sono ancora tutti da definire, anche nell’ottica dell’approvazione del bilancio preventivo 2015 del Comune, la cui scadenza dovrebbe essere prorogata al 31 luglio (come da richiesta Anci al Governo). Lo scorso anno l’amministrazione barese ha incassato una quarantina di milioni, frutto dell’aliquota calcolata al 3,3 per mille sulla rendita catastale rivalutata dell’abitazione principale, nonostante la Tasi serva a finanziare i cosiddetti servizi comunali indivisibili (asili nido, polizia municipale, manutenzioni varie, illuminazione).

QUOTA 2,99 - L’intenzione di Palazzo di Città - al lavoro assessori, dirigenti e il direttore generale Davide Pellegrino - è decurtare l’iniqua gabella con cui si è di fatto reintrodotta la tassazione sulla prima casa, di poco più dello 0,3 per mille. L’obiettivo del primo cittadino è far scendere l’aliquota Tasi sotto la soglia del 3 per mille, passando al 2,99 per mille rispetto all’at - tuale 3,3 per mille, che d’altronde rappresenta il massimo consentito dalla legge, frutto del 2,5 per mille imposto dallo Stato e dallo 0,8 per mille, lasciato alle facoltà delle locali amministrazioni. Rimarrebbero invece confermati le esenzioni - per i nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 10mila euro - e lo sconto di 100 euro - per chi guadagna tra 10mila e 15mila euro (Isee) -. Resta invece l’odiosa sensazione di una tassa ingiusta anche sotto l’aspetto sociale: infatti oltre i 15mila di reddito Isee, viene applicata la medesima aliquota per tutti - si guadagni 20mila o 300mila euro -, finendo per avere un impatto evidentemente differente su ciascun contribuente e agevolando i redditi più alti. Eppure la Costituzione sancisce la progressività della tassazione in base alle proprie possibilità. Con la Tasi avviene esattamente il contrario.

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