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Venerdì 24 Novembre 2017 | 04:31

Cantante calabrese morì in clinica privata a Bari Gip rigetta l'archiviazione

Cantante calabrese morì in clinica privata a Bari Gip rigetta l'archiviazione
BARI – Il gip del Tribunale di Bari Antonio Diella ha rigettato la richiesta di archiviazione del fascicolo d’indagine sulla morte di Luigi Ferraro, il cantante neomelodico cosentino di 30 anni, deceduto nel febbraio 2013 in una clinica barese dieci giorni dopo un intervento di cardiochirurgia. 

Accogliendo l’opposizione all’archiviazione depositata dai familiari della vittima, il giudice ha disposto un incidente probatorio per cristallizzare l’esito degli accertamenti medico-legali e chiarire le cause del decesso, individuando le eventuali responsabilità dei sanitari che hanno avuto in cura il ragazzo.

Nel fascicolo della Procura di Bari sono indagate 11 persone: otto cardiochirurghi, due anestesisti e un cardiologo, che rispondono di omicidio colposo. Stando alle verifiche coordinate dal pm Lidia Giorgio, l’uomo sarebbe morto dieci giorni dopo un intervento di ricostruzione della valvola mitralica eseguito nella clinica Santa Maria di Bari.

A causa di una serie di complicanze, un’infezione post-operatoria che gli avrebbe procurato febbre alta e calo progressivo della vista, il 30enne è stato sottoposto ad un secondo intervento chirurgico ma è deceduto poco dopo. Secondo la Procura la morte non sarebbe stata causata da negligenze dei medici. Il giudice, però, ha ritenuto di dover approfondire la vicenda, condividendo l'opposizione della parte offesa, disponendo una nuova perizia medico-legale.

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