Cerca

Domenica 19 Novembre 2017 | 15:16

La «Gazzetta» cambia sede Siamo in piazza Aldo Moro

di ENRICA SIMONETTI
La «Gazzetta» cambia sede Siamo in piazza Aldo Moro

di ENRICA SIMONETTI
Oltre alle cronache che leggete in queste pagine, oggi abbiamo da raccontare qualcosa in più. Qualcosa che ha a che fare con la nostra storia, che in verità è una minuscola «briciola» se paragonata ai grandi eventi del mondo, ma che rappresenta una larga fetta di noi, della nostra professione, e di chi ci legge.
 

Dobbiamo raccontarvi che in queste ore abbiamo lavorato sommersi di scatoloni: tra oggi e domani traslochiamo nella nuova (storica) sede di piazza Moro, che tornerà ad essere a Bari la sede centrale de «La Gazzetta del Mezzogiorno». Abbiamo chiuso questa edizione del giornale tra un amarcord e l’altro, impacchettando quella letteratura personale che è la memoria di ciò che ci riguarda. Si respira un’aria strana, perché ognuno di noi apre armadi e cassetti e comincia a «trasportare» il passato nel futuro che sta lì ad attenderci. E noi ci sentiamo strani, perché i giornalisti hanno il difetto di pensare molto al domani e un po’ meno a ciò che è trascorso. Invece ognuno di questi cassetti riversa su di noi ricordi: che si tratti di fascicoli di inchieste, di vecchie pagine ingiallite o di tarallini e cioccolatini dimenticati, tutto sembra avvolgerci in una sorta di macchina del tempo alla quale non possiamo chiedere di pedalare all’indietro.

Malinconici? Un po’, perché negarlo. L’ultimo «giorno di scuola» è sempre così. Non si sigilla con un nastro adesivo un modo di creare il giornale, un vecchio menabò, una vecchia tabella con le misure degli articoli, andata in voga nei tempi in cui i computer ancora non esistevano.

Visti da questa ottica, anche noi siamo una grande scatola, un contenitore di ciò che il giornalismo è stato e in parte continuerà ad essere. I nostri cassetti raccontano anche tutto questo: avevamo i registratori, avevamo le spillatrici per legare le pagine. Il mondo di carta è diventato un file capace di viaggiare per il mondo senza essere materia tangibile.

Nei cartoni del trasloco trasportiamo tutta la trasformazione che è in atto. Ci dividiamo in nostalgici e innovatori: c’è chi porta con sè anche la vecchia graffetta e chi decide di abbandonare il passato, coltivando quel sano insegnamento di Freud a non soffrire di ricordi. I tempi corrono velocemente come ormai fanno gli uomini e tutto si trasforma. Che fare della vecchia Enciclopedia che abbiamo tra le scrivanie di Cultura e Spettacoli? Che fare di manuali, libri, cataloghi d’arte? Non è vero che tutto è su internet, non è vero che non possiamo più avere il piacere di sfogliare una vecchia pagina.

Ci portiamo con noi tutte le cose che ci rappresentano, perché la Notizia fa parte del Sapere e il Sapere non è sempre tutto online. Vogliamo portarci dietro e trasformare un mondo che non può morire, perché è il mondo della conoscenza e non dobbiamo mai calpestarlo.

Ci sono cose nella vita di un giornale che non possono mai spegnersi: dove c’è una redazione ci saranno sempre carte e polvere, foto e tastiere, disordine e macchie di caffè. Ci saranno sempre il rumore della rotativa, il profumo dell’inchiostro, la voglia di raccontare. Già raccontare. Anche il nostro ultimo giorno nella vecchia sede, che domani diventerà il primo nella nuova Casa. Un ritorno al futuro in quella che fu la sede storica della Gazzetta fino ai primi Anni Settanta.

-----------
Da ieri siamo nella nuova sede di Piazza Aldo Moro. Nella foto, la prima riunione di redazione della Gazzetta del Mezzogiorno giudata dal direttore Giuseppe De Tomaso, insieme ad alcuni dei capi redattori e capi servizio dei diversi settori, tenutasi nella nuovo palazzo. 

L'intera redazione (Politica, Economia, Cronache regionali, Cultura, Cronache Italiane, Internet, Sport e Cronaca di Bari) oltre alla Direzione occupa quasi l'intero 8° piano del palazzo. Sullo stesso piano anche la Segreteria, l'Area di preparazione e il Ced .

Il 9° piano, invece, oltre alla Direzione generale ospita gli Uffici amministrativi (Personale, Contabilità, Commerciale e Marketing) e la concessionaria di pubblicità Mediterranea.


 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione