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Sabato 18 Novembre 2017 | 17:03

San Nicola, il miracolo della Manna in Basilica

San Nicola, il miracolo della Manna in Basilica
BARI - Il miracolo si è ripetuto, per l'ennesima volta dal quarto secolo dopo Cristo. Il priore della Basilica di San Nicola, padre Ciro Capotosto, mostra l'ampollina nella quale è contenuta la sacra manna, il liquido che trasuda dalla tomba del Santo e la consegna all'arcivescovo, Francesco Cacucci. Un momento emozionante, per i cristiani di Occidente e d’Oriente, uniti nel nome del Vescovo di Myra, è un vero miracolo che si ripete ininterrottamente ogni anno da quando le spoglie del Santo erano custodite in Asia Minore, prima della trafugazione ad opera dei «marinai che fecero l’impresa» e della successiva traslazione a Bari.

Dopo le Frecce tricolori, che hanno calamitato sul lungomare di Bari oltre 300mila persone, ieri è stata giornata del ricordo della traslazione delle reliquie: si fa memoria di quel lontano 1087 e dell’audacia di quei 62 marina che consegnarono alla «felice Bari» il suo tesoro più bello: San Nicola. La concelebrazione eucaristica solenne è un momento di grande comunione ecclesiale con il pastore della diocesi che invoca lo Spirito Santo affinché il prodigio della Manna si realizzi e manifesti la potenza di Dio che in San Nicola rivela la sua benedizione per il suo popolo.

Mentre il rettore della Basilica, padre Ciro Capotosto, procedeva all’operazione del prelievo del santa manna che trasuda dalle ossa di San Nicola (in realtà aveva fatto un sopralluogo preliminare per sincerarsi della presenza del liquido), il popolo di Dio pregava perché si rinnovi il prodigio e San Nicola confermi la sua protezione per la città di Bari e dei suoi pellegrini. Di fronte al prodigio che si rinnova si vive una intensa emozione, il rettore alza l’ampolla che contiene il santo myron e la offre alla venerazione dei fedeli.

La manna continua a significare la presenza viva e vitale, attuale, di San Nicola in mezzo al suo popolo. È un momento di grande fascino. Quando il rettore si alza con in mano l’ampolla che custodisce il prezioso liquido, la mostra ai fedeli e scoppia un applauso liberatorio.

La giornata si è conclua alle 22.30 con lo spettacolo pirotecnico dal molo di Sant’Antonio: rispetto a venerdì (due batterie) quello di stasera è stato uno spettacolo in versione... ridotta che ha deluso le decine di migliaia di persona attirate dal tradizionale appuntamento con i botti.

La «prima batteria» dell'8 maggio (tradizionale) e quella di ieri sera sono state offerte dal Comitato San Nicola, mentre la «seconda batteria» di ieri è stata donata dalla Banca Popolare di Bari (dopo qualche anno di assenza), che ha fatto siglare il proprio logo nel cielo notturno con una serie di «fuochi-parole» rappresentando un valroe aggiunto allo spettacolo. Una novità. Folla estasiata dalle forme pirotecniche dell’ombrello, del cuore rosso, della pioggia, del salice piangente, della farfalla, addirittura di un segno zodiacale.

Ma quello di ieri sera è tato uno spettacolo ridotto rispetto al giorno prima (la famosa gara non si fa più da anni per restrizioni di budget) non solo per la durata limitata. Una scenografia, quella di entrambe le serate, firmata da Michele Bruscella, rappresentante della quarta generazione dell’omonima famiglia storica che produce fuochi pirotecnici nell'azienda di Modugno. E’ lui quello che può definirsi il fire-designer, colui che al computer pianifica gli spettacoli che poi si proiettano con i botti nel cielo. E il contributo di quest'anno della Banca Popolare ha fatto la differenza (almeno per l'8), come hanno potuto constatare in tanti.

Oggi alle 17 da piazza del Ferrarese partirà la processione per condurre il Santo in Cattedrale. Questo l’itinerario: corso Vittorio Emanuele, Largo Chiurlia, strada San Bartolomeo, via degli Orefici, piazza Mercantile, via Palazzo di Città, piazza Sant’Anselmo, piazza San Marco, via Carmine, Arco della neve e piazza Odegitria.

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