Cerca

Martedì 21 Novembre 2017 | 15:04

Escort, difesa Cav: per intercettazioni serve ok Parlamento

Escort, difesa Cav: per intercettazioni serve ok Parlamento
BARI – Per utilizzare processualmente le intercettazioni telefoniche indirette di Silvio Berlusconi serve l'autorizzazione del ramo del Parlamento competente poichè, all’epoca dei fatti, il Cav era un deputato della Repubblica, oltre che Presidente del Consiglio dei ministri. E’ questa la principale eccezione che i difensori dell’ex premier, Francesco Paolo Sisto e Niccolò Ghedini, hanno fatto nel corso dell’udienza preliminare a carico di Silvio Berlusconi e del faccendiere Valter Lavitola, accusati di aver istigato Gianpaolo Tarantini a mentire ai magistrati baresi che indagavano sulle escort portate da Tarantini nelle residenze di Berlusconi tra il 2008 e il 2009.

I due difensori dell’ex premier hanno anche eccepito sull'esistenza dei decreti autorizzativi delle intercettazioni.
L'udienza è stata quindi rinviata al 29 maggio, giorno in cui il gup Rosa Anna de Palo scioglierà la riserva sulle questioni preliminari e verificherà le dichiarazioni spontanee rese da Lavitola (presente all’udienza e detenuto per altri fatti). L’ex direttore dell’Avanti oggi ha infatti chiesto al giudice di fare delle verifiche su alcune intercettazioni che – a suo dire – non risultano allegate agli atti del procedimento. Nella prossima udienza le parti potranno fare richiesta di riti alternativi, anche se al momento sembrano improbabili.

Secondo l’accusa, Berlusconi e Lavitola hanno indotto Tarantini a mentire ai pm baresi (negli interrogatori del 29 e 31 luglio 2009) sul fatto che Berlusconi ignorasse che gran parte delle 26 ragazze che lui portava a Palazzo Grazioli, Villa Certosa e ad Arcore fossero prostitute.

In cambio delle sue bugie 'Gianpì – secondo l’accusa – tra l’estate 2010 e l’agosto 2011, ricevette da Berlusconi, tramite Lavitola o la sua segretaria o il suo maggiordomo, circa 20 mila euro al mese; gli furono poi messi a disposizione, tramite Lavitola, su un conto di una banca uruguaiana 500 mila euro (solo in parte incassati da 'Gianpì), gli furono pagate le spese legali per l’inchiesta 'escort' in corso a Bari, gli fu pagato l’affitto di un appartamento nel quartiere Parioli di Roma e gli fu procurato un lavoro fittizio per giustificare l’elevato tenore di vita dell’imprenditore.

La vicenda ruota quindi attorno al processo 'Escort', ormai alle battute finale dinanzi al Tribunale di Bari, nel quale sono imputate sette persone – tra cui Gianpaolo Tarantini e Sabina Beganovic, la cosiddetta ape regina delle feste dell’allora premier – accusate a vario titolo di associazione per delinquere, favoreggiamento, istigazione e sfruttamento della prostituzione. Per lunedì prossimo al processo era prevista la deposizione di Berlusconi, citato come testimone da un difensore, ma l’ex premier ha fatto sapere che non ci sarà perchè ha un impedimento.

Ci dovrebbe essere, invece, la deposizione dell’ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd), che fu arrestato nell’ambito della scandalo escort per aver avuto – secondo l’accusa – incontri hot con donne delle scuderia Tarantini in cambio di favori illeciti. Frisullo e Gianpi Tarantini il 5 febbraio 2014 sono stati condannati in appello ad 1 anno e 4 mesi di reclusione ciascuno per due episodi di turbativa d’asta.

Resta invece il 'giallò sulla deposizione dell’ex 'olgettinà Barbara Guerra che i carabinieri di Bernareggio (Monza) e la procura di Bari non riescono da settimane a rintracciare, ma che è stata paparazzata nel centro di Milano mentre faceva shopping.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione