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Domenica 19 Novembre 2017 | 06:02

Dopo l’Oscar per la lirica licenziato dal Petruzzelli

Dopo l’Oscar per la lirica licenziato dal Petruzzelli
di NICOLA MORISCO

BARI - Fa discutere e suscita interrogativi la vicenda dello scenografo barese Tommaso Lagattolla. Direttore degli allestimenti per la Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli dal 2006, il barese Lagattolla, un mese fa ha ricevuto l’«Oscar italiano della lirica», assegnati ogni anno dal magazine «GB Opera», per aver realizzato al teatro Petruzzelli le scene e i costumi del Cappello di paglia di Firenze di Nino Rota. Il 17 aprile scorso la Fondazione Petruzzelli l’ha licenziato senza una motivazione. «Ho ricevuto una lettera sostanzialmente di tre righe - precisa Lagattolla - a firma del sovrintendente Massimo Biscardi, nella quale si comunicava che il mio contratto dal 17 aprile veniva rescisso anticipatamente rispetto alla scadenza naturale del 31 dicembre 2016. La cosa strana è che nella lettera non vi è assolutamente specificata la motivazione. Quindi adesso aspetto dalla Fondazione una spiegazione per questo licenziamento».

Ma c’è un altro episodio singolare: lunedì 13 aprile, recandosi al lavoro in teatro, Lagattolla ha trovato al suo posto Angelo L’Inzalata. Un collega diplomato in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e perfezionato in lighting designer all’Accademia del Teatro alla Scala e che ha collaborato, tra gli altri, con Daniele Abbado, Dario Argento e Francesco Micheli. Ancora più strano, comunque, è stato il blocco del computer, episodio avvenuto sempre nella stessa giornata e, quindi, quattro giorni prima della lettera di licenziamento.

«Sempre lunedì - racconta Lagattolla -, mi sono accorto che la mia posta elettronica era stata bloccata, non potevo più accedere alle e-mail. L’indomani, poi, ho scoperto addirittura che le mie mail arrivavano a chi mi aveva sostituito, il quale, conoscendomi, le girava sulla mia posta privata. Tutto questo accadeva in totale violazione della privacy della mia corrispondenza. Perciò ho fatto una diffida in cui invito la Fondazione Petruzzelli a reintegrarmi sul posto di lavoro».

Lagattolla non riesce a trovare un perché, una giustificazione a quanto è accaduto. «Non c’è stata nessuna avvisaglia – prosegue -, nulla faceva pensare a una situazione del genere, del resto il mio contratto era stato rinnovato dall’allora commissario Carlo Fuortes il 28 settembre 2013. Poi, lo stesso sovrintendente Biscardi, circa un mese fa, si è dichiarato più che soddisfatto del mio lavoro. Sono letteralmente caduto dalle nuvole: ho investito otto anni della mia vita per la rinascita e l’affermazione del Petruzzelli. Adesso mi chiedo cosa possa non aver funzionato: non ho mai ricevuto una contestazione per il mio lavoro».

Lagattola aggiunge: «Non devo certo essere io a immaginare cosa sia accaduto, qualcuno mi deve spiegare perché sono fuori. Quando me lo diranno lo accetterò».

Nessuna spiegazione da parte del sovrintendente Biscardi, che, cercato ieri telefonicamente dalla «Gazzetta», ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Nel frattempo, Lagattolla continua a ricevere attestati di solidarietà da tutto l’ambiente teatrale.

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