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Venerdì 24 Novembre 2017 | 16:03

Mingo e Fabio Striscia li sospende Web in rivolta

Mingo e Fabio Striscia li sospende Web in rivolta
BARI – Più di mille servizi insieme in questo ventennio, denunciando paradossi, malcostumi e inseguendo truffatori coniando un must per politici e cultori del malaffare: il mitico provolone. Mingo (De Pasquale) e Fabio (De Nunzio), i due volti storici di Striscia la Notizia, da 48 ore stanno vivendo un incubo: sospesi in diretta tv - una vera e propria esecuzione mediatica - con una incursione del Gabibbo durante la trasmissione di giovedì in cui era andato in onda un ennesimo servizio sull'ormai famoso caso di Masterchef.  Un annuncio - quella dato in diretta dal pupazzo più famoso d'Italia (la sua voce è di Lorenzo Beccati, coautore di Striscia) - al minuto 44'30» che ha il sapore di una sentenza: "Cari telespettatori, abbiamo ricevuto una segnalazione che può mettere in discussione il rapporto di fiducia con la redazione pugliese di Fabio e Mingo. Da subito sono sospesi da inviati. Quando tutto sarà chiaro vi faremo sapere. Qui siamo a Striscia, mica a MasterChef".

Perchè questo paragone? Qualcuno li accusa di aver girato un servizio «finto»? Mingo De Pasquale, attore barese che compone il popolare tandem insieme a Fabio De Nunzio (che per contratto non parla mai), continua a non rilasciare dichiarazioni - rispettando probabilmente gli ordini di scuderia. Mingo non ha parlato neanche con la Gazzetta con cui cura una rubrica di satira web «Ceri una volta» che finora ha castigato politici e personaggi noti della nostra terra. Scelta che rispettiamo, ovviamente senza dimenticare che il 48enne barese è testimonial di numerose iniziative sociali anche con istituzioni come la Polizia di Stato per contrastare i rischi del web (la campagna «una vita da social»).

Non è un mistero che gli interessati non sappiano nulla, come trapela da alcune fonti interne al «Biscione» dove, al di là delle notizie ufficiali - o da quelle che si intendono far filtrare - l'unica certezza è che l'unico informato dei fatti è l'autore-papà della trasmissione, Antonio Ricci (e insieme a lui ne potrebbe sapere qualcosa il capo della Produzione di Rti).

Mistero, dunque, sul movente di una decisione che sembra presa quasi last minute, come se fosse intenzione del programma giocare d'anticipo, prevenire qualcosa o lanciare un chiaro segnale a qualcuno. Ma a chi e perchè? A Striscia, come raccontano le cronache dei giornali, non sono mancate in passato le sospensioni degli inviati, ma mai una tale decisione era avvenuta secondo un rituale da «processo sommario», senza nanche sentire gli interessati cui concedere un diritto di replica o giustificazione.

Le indiscrezioni si accavallano anche se quella che troverebbe una spiegazione in un servizio «scomodo» sulla Asl di Pescara (un immobile pagato tre volte il costo sostenuto dal suo venditore) a tal punto da far minacciare al direttore generale azioni milionarie per aver «manipolato» la verità, non sembra avere peso vista la «somiglianza» con altre inchieste fatte dai due popolari inviati. Così come sembrerebbe esclusa l'ipotesi di una trovata di Ricci per fare parlare di sè visto che la campagna su Masterchef - da quanto si legge ormai sul web - comincia a diventare un po' un tormentone meno gradito del solito ai telespettatori. E ancora: l'ipotesi di un litigio tra i due inviati è ritenuta da alcuni inesistente visto che i due proprio ieri si sarebbero incontrati. L'altra voce circolata in queste ore, una presunta rivendicazione sulla preparazione dei servizi da parte di Fabio: i vari «pezzi» (come si dice anche in gergo giornalistico) sono confezionati già da qualche anno dalla società di produzione della moglie di Mingo (nulla di strano, anche altri fanno così), nè Fabio si è mai occupato della parte cosidetta autorale. Inoltre, ogni servizio viene preventivamente concordato con la sede di Milano che provvede alla relativa messa in onda. Insomma, per ora vale tutto e anche le ipotesi più fantasiose rischiano di diventare un titolo.

L'ultimo servizio firmato da Mingo e Fabio è andato in onda lunedì scorso: si è trattata di una denuncia in cui versa l'istituto alberghiero di Foggia dove gli studenti chef imparano a cucinare... senza le cucine. Classico paradosso (con tanto di appello del preside) tipico di un programma come «Striscia», insomma.

E allora l'hanno fatta davvero proprio così grossa per meritarsi questo stop davanti a otto milioni di telespettatori? Comunque sia, i due inviati - che in queste ora stanno registrando solidarietà da ogni parte (c'è ovviamente chi si sente soddisfatto, i nemici non mancano mai) - restano in attesa di (doverose) spiegazioni visto che l'annuncio del Gabibbo ha parlato di sospensione fino a quando non sarà tutto chiaro. Spiegazioni che potrebbero arrivare al termine di un incontro a porte chiuse che dovrebbe tenersi con Ricci. Quando, non si sa. L'ufficio stampa di Mediaset ha fatto sapere che questi accertamenti generalmente sono brevi, ma non aggiungono altro. Potrebbero passare anche giorni, chissà.

Il mondo del web, comunque, sulla sospensione di Fabio e Mingo, sembra schierarsi in gran parte con i due inviati. C'è chi grida alla congiura, chi chiede di boicottare Striscia e chi plaude all'iniziativa di Antonio Ricci anche se il motivo di tale scelta resta ancora sconosciuto.  (nella foto, Mingo consegna un provolone all'ex sindaco di Bari, Michele Emiliano)

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