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Giovedì 23 Novembre 2017 | 17:56

Emiliano a Vendola: I tuoi anni straordinari E Nichi si commuove

Emiliano a Vendola: I tuoi anni straordinari E Nichi si commuove
di BEPI MARTELLOTTA

BARI - In mattinata allarga le braccia dinanzi alle critiche sul governo sanitario degli ultimi anni targato Vendola e ribadisce che una svolta serve sul serio in Puglia. Nel pomeriggio, dinanzi alla platea di «Noi a sinistra con la Puglia», la lista messa in piedi dai vendoliani per affrontare il voto del 31 maggio, si butta sulla mozione degli affetti per tessere gli elogi del governo-svolta di Vendola negli ultimi dieci anni. Giornata elettorale intensa, e altalenante, per Michele Emiliano, il candidato governatore che ieri ha partecipato alla manifestazione elettorale del movimento unitario nato dalle «ceneri» di Sel in Fiera.

Scosso da un lutto familiare, Nichi Vendola - in Fiera del Levante - è commosso visibilmente ascoltando le parole del suo aspirante successore, con il quale - com’è noto - non sono invece mancate le frizioni negli ultimi mesi soprattutto sulla compagine della coalizione. «I tuoi sono stati dieci anni di governo straordinari» ha esclamato Emiliano, raccogliendo solo in quell’occasione un lungo e sentito applauso dalla platea, per il resto freddina dinanzi alla «confessione» di Emiliano sulla «immensa portata delle questioni che ho visto vivere nella stanza di Vendola e delle persone che gli vogliono bene». Sino a ieri, infatti, quelle «questioni» Emiliano intendeva risolverle con un drastico cambio di passo, dalla sanità all’ambiente, risvegliando la stizza degli esponenti di Sel. «Ci ha pensato Dario Stefano (il senatore di Sel promoter della lista) - dice Emiliano - a fare un grande lavoro di ricucitura fra me e questo popolo». E, in barba ai malpensanti, ha messo una pietra tombale sulla parola che più di altre aveva fatto sollevare le sedie durante le riunioni di coalizione: «Non saremo mai in discontinuità con quella che è stata la tua amministrazione e la tua guida politica». Quindi, il più atteso degli elogi: «Nichi, non sarò mai un presidente di Regione come te, perché non sarò in grado di cambiare la storia come hai fatto tu». Ma di una cosa Emiliano è certo: non commetterà l’errore di pensare che il «cambiamento» in Puglia si realizza solo con le leggi. «Non basta identificarlo con le norme - dice Emiliano - occorre praticarlo». È l’unica, velata, critica che il candidato pronuncia nei confronti del governatore uscente, al quale riconosce «tutta la sofferenza che ha dovuto sopportare in queste anni e la forza che ha messo nel fare il suo lavoro». Quindi il ruolo del Pd in questi anni («Ti abbiamo sostenuto fino all’ultimo giorno, ti abbiamo fatto anche penare qualche volta, ma siamo rimasti sempre legati a te») e il deficit di capacità da parte di tutti, a cominciare dal leader uscente della coalizione, nel «tenere dentro quei giovani che avevano creduto in noi» e che oggi, lascia intendere Emiliano, non guardano più alle «fabbriche» del leader di Sel ma, semmai, alla svolta dei Cinque Stelle.

Parole decisamente più pacate rispetto a quelle pronunciate nei giorni dello «strappo» dal Pd arrivano anche da Guglielmo Minervini, sul palco insieme ad Angela Barbanente (testimonial non candidata della lista). Ma è il giorno della pace e del ricompattamento dinanzi alle urne anche per lo stesso Vendola. «Insieme a Emiliano dobbiamo mettere al riparo il centrosinistra dai fenomeni di trasformismo. Io non mi sono sottratto nel 2005 e nel 2010, all’allargamento della coalizione, inteso come un compromesso politico-culturale. E ora dobbiamo prendere i voti della gente che vota tradizionalmente a destra - avverte Vendola - ma dobbiamo evitare di prenderci della destra i frammenti di ceto politico, i traghettatori, quelli che vogliono vincere sempre, chiunque vinca».

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