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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:43

Accusa d’evasione ai re dei fiori Ciccolella Sequestrati 19 milioni

Accusa d’evasione ai re dei fiori Ciccolella Sequestrati 19 milioni
di Giovanni Longo

BARI - Iva dichiarata ma che non sarebbe stata versata da parte della società del re dei fiori. Per un valore di 19 milioni di euro. Soldi rimasti nei conti correnti di una società del gruppo Ciccolella - ritiene l’accusa - anziché finire in quelli del Fisco. Questa, almeno, è l’ipotesi della Procura di Bari che ha disposto un sequestro preventivo d’urgenza per un valore di 19 milioni di euro. Nel mirino, in particolare, la società Gc Partecipazioni.

Con il decreto d’urgenza disposto dal pm barese Francesco Bretone, le somme sono state, dunque, «congelate». La parola adesso passa al gip del Tribunale di Bari perché valuti se ci sono i presupposti per convalidare il provvedimento.

Dopo il fallimento di una delle società del gruppo dichiarato dal Tribunale di Trani (l’azienda, quotata in Borsa, ha impugnato la sentenza in appello, ritenendo che non ci fossero affatto i requisiti previsti per l’insolvenza), dunque, spuntano nuovi guai per la Ciccolella, una delle più importanti società produttrici di fiori operanti in Europa.

Il fascicolo del pm Bretone, più nel dettaglio, è stato aperto a seguito di una segnalazione giunta in Procura dall’Agenzia delle Entrate. La relazione, redatta al termine di un ordinario accertamento fiscale, è poi finita al vaglio della magistratura inquirente barese.

Gli accertamenti sono stati delegati ai finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Bari che nei giorni scorsi hanno eseguito il provvedimento, materialmente, su conti correnti di una banca di Milano. Al lavoro anche il commercialista Massimiliano Cassano, nominato consulente dal pm.

Le ingenti somme sono ritenute dalla Procura di Bari pertinenti al reato di evasione fiscale. La procura ritiene che sia stato violato l’articolo 10 ter del decreto legislativo 74 del 2000, norma di riferimento del diritto penale tributario. Il sospetto è che, con quei 19 milioni di euro ancora nella disponibilità del colosso florovivaistico con sede a Molfetta, il presunto reato potrebbe aggravarsi o che in quel modo potrebbe essere agevolata la commissione di altri reati. Di qui i sigilli. Nel mirino della magistratura sono finiti i presunti mancati versamenti dell’iva relativi a tre periodi d’imposta (2011, 2012 e 2013).

Il difensore di Ciccolella, avvocato Giacomo Ragno, è già al lavoro. Fonti vicine all’azienda (che, interpellata dalla «Gazzetta», preferisce non commentare), garantiscono di sapere che nulla è stato nascosto al Fisco.

Ciccolella, come è noto, è un’azienda leader in Europa nei settori della produzione e della commercializzazione di fiori recisi e piante da vaso. Prima azienda florovivaistica quotata in Borsa in Europa, è specializzata nella produzione di anthurium (circa 25 diverse varietà) e piante stagionali in vaso. Con 50 anni di consolidata esperienza nel settore, Ciccolella ha attualmente a disposizione più di 140 ettari di serre presso i suoi siti produttivi in Italia e distribuisce i propri prodotti florovivaistici in tutto il continente europeo.

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