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Giovedì 23 Novembre 2017 | 01:04

Fiera del Levante una cordata per la gestione

BARI - La Fiera di Bologna vuole gestire la Fiera del Levante. Il bando-bis per la privatizzazione dell’ente barese, scaduto ieri a mezzogiorno, ha ricevuto un’unica offerta: a farsi avanti una cordata composta dalla fiera emiliana, con le sue controllate Fiera Ferrara e Sogecos e dalla Camera di Commercio di Bari che manterrà la maggioranza assoluta della nascente società per azione
Fiera del Levante una cordata per la gestione
BARI - La Fiera di Bologna vuole gestire la Fiera del Levante. Il bando-bis per la privatizzazione dell’ente barese, scaduto ieri a mezzogiorno, ha ricevuto un’unica offerta: a farsi avanti una cordata composta dalla fiera emiliana, con le sue controllate Fiera Ferrara e Sogecos e dalla Camera di Commercio di Bari che manterrà la maggioranza assoluta della nascente società per azione.

Bologna Fiere fa capo a Comune, Provincia e Regione Emilia-Romagna, ma nel capitale ci sono anche banche locali ed organizzazioni di categoria del territorio. Il gruppo controlla le fiere di Modena, Ferrara e una serie società di scopo attive in tutto il mondo: Sogecos spa, che appare nella cordata per Bari, organizza ad esempio i saloni specialistici del benessere Cosmoprof e Cosmofarma. Il gruppo emiliano si è presentato in partnership con la Camera di Commercio di Bari, che entrerà con una percentuale del 51% a garanzia del tessuto imprenditoriale pugliese, ma anche per gestire il periodo di transizione.

Dopo che il primo tentativo è andato deserto, il bando-bis per la «valorizzazione» è stato modificato per renderlo reso più appetibile. La proprietà del quartiere fieristico resta saldamente in mano pubblica, ma la gestione verrà concessa per 60 anni (rispetto ai 30 del primo bando) con margini operativi più ampi: da un lato, la possibilità di organizzare mostre-mercato permanenti dei prodotti pugliesi, dall’altro quella di demolire e ricostruire (a parità di volumetria) i padiglioni esistenti per la messa a norma degli spazi.

L’offerta, bando alla mano, deve contenere sia un piano di gestione sia un’ipotesi di ricollocamento del personale in esubero, già sottoposto a cura dimagrante per effetto del piano di contenimento dei costi. A valutare la proposta sarà una commissione composta dai rettori Antonio Uricchio (Università) e Eugenio Di Sciascio (Politecnico di Bari) e dai presidenti degli ordini professionali, Marcello Danisi (commercialisti), Angelo Perrini (ingegneri) e Vincenzo Sinisi (architetti): dovranno riunirsi entro i prossimi 15 giorni. La decisione definitiva sarà affidata al consiglio generale della Fiera del Levante, in cui siedono gli enti fondatori (Comune, ex Provincia e Camera di Commercio di Bari) e la Regione: in quella sede, con ogni probabilità, il presidente Ugo Patroni Griffi rassegnerà le dimissioni ritenendo esaurito il proprio compito di salvataggio della Fiera del Levante.

I dettagli tecnici della proposta sono ancora riservati. È possibile, però, tracciare le linee generali. «Noi - dice il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi - rappresentiamo le associazioni di categoria del territorio, loro invece porteranno il calendario delle fiere e il know how industriale. La Fiera di Bologna è l’unica fiera italiana che fa utili, e fa grandi cose per il proprio territorio: parliamo di un partner dalle capacità indiscutibili». Resta da capire, operativamente, le cariche nella nuova società: Bologna ha un consiglio di amministrazione, ma per Bari è ipotizzabile un amministratore unico «pubblico» con un manager indicato dal socio industriale. «Della governance - dice Ambrosi - non abbiamo ancora discusso, la decideremo in assoluto equilibrio. Di certo non lasceremo campo a chi non farà gli interessi del territorio, ma abbiamo stretto un accordo con un gruppo importante che vuole ampliare la sua rete fieristica già importante. Bari, del resto, è una delle poche fiere che non coinvolge le associazioni di categoria nella gestione, e questa è una cosa che intendiamo fare».

m.s.

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