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Martedì 21 Novembre 2017 | 00:00

Due pugliesi creano app per decidere dove farsi curare meglio

BARI - Scegliere da chi e dove farsi curare, lasciando e condividendo una recensione o semplicemente leggendo le esperienze degli altri. Grazie al portale ScegliereSalute.it, disponibile come app gratuita, è possibile conoscere l’offerta di servizi sanitari sul territorio nazionale, selezionati sulla base dei pareri di chi desidera esprimere un giudizio, positivo o negativo, su reparti o equipe mediche
Due pugliesi creano app per decidere dove farsi curare meglio
BARI - Scegliere da chi e dove farsi curare, lasciando e condividendo una recensione o semplicemente leggendo le esperienze degli altri. Grazie al portale ScegliereSalute.it, disponibile come app gratuita, è possibile conoscere l’offerta di servizi sanitari sul territorio nazionale, selezionati sulla base dei pareri di chi desidera esprimere un giudizio, positivo o negativo, su reparti o equipe mediche.
Dal sito ScegliereSalute si accede a una banca dati completa di medici, professionisti e strutture sanitarie e centri diagnostici ordinati per categoria, reparto, regione e provincia.

Registrandosi, l’utente è in grado di selezionare la struttura e il reparto di suo interesse, leggere le recensioni di altri utenti e scriverne una propria, oppure porre domande. Le recensioni sono condivise con le strutture sanitarie e queste invitate a interloquire con gli utenti, chiarendo dubbi e dando notizie. Le valutazioni degli utenti sui reparti ospedalieri rispondono a quattro standard di qualità: igiene, efficienza, comfort, professionalità. Affidabilità e trasparenza del portale dipendono da account verificati, recensioni limitate nel tempo - per prevenire abusi - e segnalate alla struttura sanitaria che ha la facoltà di pubblicare la propria risposta.

«L’obiettivo di questa startup – spiegano Giuseppe Lorusso e Angelo Marvulli, fondatori di Scegliere Salute - è offrire un nuovo strumento di confronto, equo e partecipato, che contribuisca a riconoscere e diffondere le buone pratiche sanitarie, colmare il gap informativo esistente sulle prestazioni erogate e lo stato delle strutture ospedaliere».

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