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Martedì 21 Novembre 2017 | 16:54

Giovani e lavoro oggi «Dai filosofi ai condom la mia fortuna on line»

di GIANLUIGI DE VITO
BARI - La tesi di laurea triennale in filosofia l’ha dedicata a riflettere sulla società aggregata in base ai consumi. Felice Addario, classe 1991, barese di Corato ha avviato con successo una company di e-commerce che vende accessori per il piacere sessuale. Oggi conta un milione annuo di fatturato e dieci dipendenti (nella foto Felice al centro tra i due soci)
Giovani e lavoro oggi «Dai filosofi ai condom la mia fortuna on line»
di GIANLUIGI DE VITO

BARI - La tesi di laurea triennale in filosofia l’ha dedicata a riflettere sulla società aggregata in base ai consumi. E su quanto, nell’essenza, la società onnivora del tutto e subito abbandoni a destini educativi di solitudini. Ora, sociologia a Milano: Felice Addario, classe 1991, barese di Corato, non è mai stato un pesce in boccia. Biondino, occhi azzurri, fisico da acciuga, è uno dei figli della caduta delle ideologie e del Muro di Berlino. È cresciuto a pane a internet. Inquieto come chi abita l’universo dei social, tecnonavigatore veloce come chi he condisce la vita a colpi di i minuscole, i-Pode, i-Pade e i-Phone. Ma non ha mai abdicato al pensiero lento e profondo. Altrimenti il talento non gli avrebbe consentito una «copertina» da social baby manager: 24 anni e all’attivo una company di e-commerce di più di un milione all’anno di fatturato e 40mila clienti, in un settore, per giunta, saturo come quello dei prodotti per fare sesso.

Dai profilittaci vegani (non utilizzano caseina), alle palline da Gheisha (evviva gli stereotipi); dalla stamina training vagina (un masturbatore ritardante) ai profumi per sedurre (a base di feromoni). Facile, si dirà, aprirsi una autostrada nell’industria del piacere. Ma non è da tutti, in sei anni, fare di un’esigenza un’opportunità, e trasformare un’intuizione in un’occasione stabile di lavoro per sé e per altre nove persone, tutte giovanissime: più la metà della forza lavoro è donna. Tutti con stipendi da almeno 1100 euro al mese.

La company «Toptalìa», creata da Felice, è come il logo aziendale: un cannone (top, in turco) che spara fiori (di thalia). Fate l’amore, non fate la guerra, il messaggio abusato. Ma tant’è. Si racconta così, Felice: «Ho cominciato nel 2009, avevo 18 anni. Acquistavo online profilattici per risparmiare. Attrezzai il garage di casa e la mia stanza a magazzino e iniziai a rivenderli a scuola, agli amici, sui siti. Avevo già acquisito esperienza sulla vendita on line grazie a mio cugino Aldo Saccotelli, informatico. È stato lui, dopo pochi mesi, ad aiutarmi a mettere su l'e-commerce di vendita al dettaglio di profilattici. Creammo www.kondom.it. Devo ringraziare la mia famiglia per il capitale iniziale, 5mila euro, per il garage e per l'aiuto datomi nei primi tempi».

Nessun tabù, perché a casa Addario c’è aria di nuova famiglia, quella che ha perso il carattere solipsistico tipico della metà del Novecento ed è aperta a confronti e orizzonti forse mai immaginati. Aggiunge, Felice: «Nel 2010 mi trasferii a Bari, a casa di mio cugino per seguire il primo anno di filosofia. Riattrezzai lì la stanza e il garage per le spedizioni. Mio cugino lavorava in un'azienda di comunicazione web ed iniziò nel frattempo a darmi una mano più grossa. Il fatturato aumentava, nacque l'esigenza del primo dipendente a tempo pieno. A fine 2011 decisi di tornare a Corato perché lì avrei avuto gratuitamente un ufficio, un palazzo familiare dell'800, dove tutt'ora è la sede amministrativa, per potermi organizzare meglio. Mio cugino nel frattempo lasciò il suo posto di lavoro e nel gennaio 2012 aprimmo una società con un nuovo sito web dedicato al commercio all'ingrosso. (www.uell.eu, ndr)».

Gli ultimi anni sono un racconto al presente: «Nel 2013, entra un altro socio, esperto nel commerciale, Adriano Tandoi. Apriamo la nuova sede del magazzino e acquisiamo un marchio di profilattici, Love Match, da un imprenditore della provincia di Venezia». Mai una crisi, nemmeno un colpo di tosse che faccia singhiozzare le entrate.
«Il web aiuta nel vendere questo genere di prodotti perché garantisce riservatezza, ma devi mettere in conto anche lo stigma verso noi rivenditori. La mentalità sta cambiando, ma la crescita del porno online o del "feticismo del sesso e dei corpi" rischia di creare una immagine della sessualità distorta. Per questo abbiamo sempre diffuso una corretta informazione sulla coppia e sull'amore senza tabù».

E il futuro? Cambiare strada, lasciare il virtuale? «L'e-commerce ha la forte pecca di eliminare l'importante contatto tra cliente e commerciante che era fortemente positivo nella comunità locale e tradizionale del "villaggio" fatto di relazioni solide e umane. Ma per i prodotti sessuali agevola uno scambio che è tradizionalmente difficile ed è forse l'unico strumento che permette una maggiore diffusione, ad esempio, di anti-concezionali per favorire la protezione da malattie a trasmissione sessuale oltre che da gravidanze non consapevoli» .

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