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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 14:05

Abusivi, il popolo invisibile mille case censite da ex Iacp

BARI - A migliaia, nelle case e nei locali di proprietà dell’ex Iacp o del Comune. Quasi impossibile censirli, nascosti nelle pieghe della burocrazia. E tra uno sgombero e l’altro, c’è anche chi vive in un camper: una donna di 50 anni che ha perso il lavoro
Abusivi, il popolo invisibile mille case censite da ex Iacp
DANIELA D’AMBROSIO
BARI - Casa per casa, locale per locale, sotto i portici trasformati in abitazione, un popolo di invisibili ha risolto il problema dell’abitare andando a occupare abusivamente immobili di proprietà dell’Arca, ex Iacp, o del Comune. Quasi impossibile censirli, nascosti nelle pieghe della burocrazia o in attesa di una qualche sanatoria.

Ogni tanto qualcuno viene «beccato» e mandato via, fra urla, strepiti e spiegamenti di forze dell’ordine.

Gli ultimi due episodi in ordine di tempo a Libertà, in via Bottego, dove è stata sventata una tentata occupazione, e al San Paolo, dove invece madre padre e figlioletta sono stati sgombrati, per ordine del giudice, da una sala condominiale trasformata in casa. E sembra che, nei dintorni, altre famiglie nella stessa situazione vivano con il terrore di ritrovarsi i vigili alla porta.

Da un lato un popolo di disperati, quindi, fra cui si nascondono anche un po’ di furbi e di personaggi ai confini della legalità, dall’altro Arca e Comune che la legalità devono farla rispettare, facendo i conti anche con le situazioni di disperazione. Una mappa dell’Arca conta circa mille alloggi occupati abusivamente, fra Bari e Bat, su un patrimonio di 24mila immobili. Di questi, il 70 per cento in provincia di Bari, divisi più o meno a metà fra città e territorio circostante. E circa tremila dovrebbero essere, ad oggi, le richieste di sanatoria che il Comune sarà chiamato a esaminare, in forza della nuova legge regionale.

«Il fenomeno delle occupazioni abusive - spiega Sabino Lupelli, commissario straordinario e direttore generale di Arca Puglia Centrale - è uno dei più deplorevoli. Nel dettaglio abbiamo pochissimi casi di sottrazione degli alloggi a danno dei legittimi assegnatari effettuati con la forza, più diffusi sono i passaggi delle abitazioni tra familiari dello stesso nucleo, o tra conoscenti, che nella maggior parte dei casi continuano a pagare gli affitti a nome dei vecchi assegnatari. Purtroppo in queste occasioni l’opera di verifica è più difficile».

«Per reprimere il fenomeno - spiega ancora Lupelli - il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico presso la Prefettura di Bari, ha stabilito di intervenire attraverso “sequestro preventivo dell’immobile”, concesso dalla Procura della Repubblica, nell’ambito dell’azione penale di denuncia» e questa soluzione ha scoraggiato il fenomeno delle occupazioni, limitandolo a un numero di casi nettamente inferiori.

Linee di intervento condivise con l’amministrazione: «Che il fenomeno dell’abusivismo esista - dichiara Vincenzo Brandi, vicesindaco e assessore al Patrimonio - è un dato di fatto a cui stiamo opponendo azioni di contrasto».

Una ricognizione fisica, casa per casa e palazzo per palazzo è però praticamente impossibilie. «La nuova legge regionale - aggiunge - attribuisce al Comune la competenza sulle richieste di sanatoria. Non abbiamo ancora il pacchetto delle domande su cui intervenire ma, in questa situazione, è evidente che una ricognizione fisica si trasformerebbe in uno spreco di tempo, danaro e risorse umane».

Le richieste di sanatoria riguardano i tanti locali e pilotì che in questi anni sono stati adibiti ad abitazione così come le volture di assegnazioni al coniuge o ai figli superstiti, o situazioni analoghe. Quanto ai locali trasformati, oggi la legge regionale regolamenta la possibilità di realizzare appartamenti in vari contesti. «Dall’insediamento della giunta - prosegue Brandi - tutti i tentativi di occupazione sono stati sventati. Le azioni di sgombero, laddove fossero necessarie, vanno organizzate con possibilità alternative già pronte a cui stiamo lavorando».

Il livello di attenzione è molto alto. Altre situazioni di degrado, come l’occupazione abusiva dei locali di San Pio, quelli in cui morì la piccola Eleonora, non potranno più verificarsi. In ricordo della tragedia della piccina morta di stenti, la piazza porta il suo nome e quei locali oggi ospitano servizi e associazioni.degradoA sinistra l’interno del camper della signora Elsa M. costretta spesso a cambiare area di sosta perché minacciata dai vandali L’altra sera ad esempio qualcuno ha lanciato bottiglie vuote di birra contro l’automezzo

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