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Sabato 18 Novembre 2017 | 01:55

Bancarotta Tecno Hospital pena "irrevocabile" per i due Tarantini

BARI - Gianpaolo Tarantini era "l'ispiratore e motore principale del protocollo antigiuridico" che ha portato nel giugno 2010 al fallimento della società Tecno Hospital. Lo scrive il gip di Bari Giovanni Abbattista nelle motivazioni della sentenza di patteggiamento di Gianpaolo Tarantini (3 anni e 3 mesi), di suo fratello Claudio (2 anni) e della madre dei due imprenditori baresi
Bancarotta Tecno Hospital pena "irrevocabile" per i due Tarantini
BARI - Gianpaolo Tarantini era "l'ispiratore e motore principale del protocollo antigiuridico" che ha portato nel giugno 2010 al fallimento della società Tecno Hospital. Lo scrive il gip di Bari Giovanni Abbattista nelle motivazioni della sentenza di patteggiamento di Gianpaolo Tarantini (3 anni e 3 mesi), di suo fratello Claudio (2 anni) e della madre dei due imprenditori baresi Maria Giovanna Tattoli (1 anno e 8 mesi) per bancarotta fraudolenta, divenuta definitiva nei giorni scorsi. Nel ricostruire la vicenda, il giudice ripercorre, elencandole, tutte le spese della società. I tre avrebbero dissipato fra il 2006 e il 2009 quasi 7 milioni di euro attraverso "finanziamenti a società di comodo riconducibili alla Tecno Hospital e amministrate da prestanome, fatture per operazioni inesistenti e fatturazione di costi non inerenti all'attività d'impresa", come fiere, mostre, convegni, spese di alberghi e ristoranti, viaggi, "beni mobili vari ad uso personale e regalie a terzi".

Lo stesso periodo in cui Gianpaolo Tarantini ha dichiarato di aver pagato tangenti a politici e dirigenti della Regione Puglia per ottenere appalti e di aver "condotto una vita esagerata e speso molti soldi", riferendosi anche alle serate organizzate nelle residenze dell'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per le quali l'imprenditore e il fratello sono imputati per associazione per delinquere e favoreggiamento della prostituzione. Nel procedimento per bancarotta, nonostante "l'intensità del dolo animante la condotta" di Gianpaolo Tarantini, il gip ne ha riconosciuto "la leale condotta processuale e collaborativa" concedendogli le attenuanti generiche. Come pena accessoria per la durata di 10 anni "l'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa".

Nei prossimi giorni la Procura di Bari dovrà calcolare la pena residua che Gianpaolo Tarantini dovrà scontare (tenuto conto della detenzione già fatta negli anni scorsi nell'ambito di altri procedimenti) ed emettere il provvedimento di esecuzione. La difesa potrà allora chiedere misure alternative al carcere come l'affidamento in prova ai servizi sociali. Pena sospesa invece per Claudio Tarantini e Maria Giovanna Tattoli. Il gip ha valorizzato il "ruolo subalterno di Claudio rispetto a Gianpaolo Tarantini" e quello "meramente formale o fittizio" della madre.

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