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Giovedì 23 Novembre 2017 | 14:16

Amianto a Japigia, assessore lo impacchetta a mani nude

BARI - Dopo aver visto le fotografie sulla Gazzetta, l’assessore Pietro Petruzzelli si è precipitato sul «luogo del delitto» per «mettere in sicurezza», racconta su facebook, i rifiuti di amianto abbandonati ai piedi di un cassonetto a Japigia. Ma l’iniziativa haraccolto, insieme agli apprezzamenti, anche molte critiche per quella che è apparsa ad alcuni una leggerezza, ad altri una maldestra propaganda (nella foto)
Amianto a Japigia, assessore lo impacchetta a mani nude
BARI - Dopo aver visto le fotografie sulla Gazzetta, l’assessore Pietro Petruzzelli si è precipitato sul «luogo del delitto» per «mettere in sicurezza», racconta su facebook, i rifiuti di amianto abbandonati ai piedi di un cassonetto a Japigia. Con lui c’era anche Nicola Brescia, il presidente del comitato Fibronit. Oggi, assicura Petruzzelli, l’amianto sarà rimossi da una ditta specializzata: «I teli che abbiamo posizionato servono per evitare che i rifiutipossano disperdersi nell'aria, ma è importante - si raccomanda l’assessore - che nessuno li vada a strappare. Se li vedete manomessi avvisatemi per favore».

L’iniziativa di Petruzzelli ha però raccolto, insieme agli apprezzamenti, anche molte critiche per quella che è apparsa ad alcuni una leggerezza, ad altri una maldestra propaganda. «È evidente che dopo oltre dieci anni di amministrazione di centro sinistra a Bari siamo all’anno zero per quanto riguarda la gestione dell’amianto», dice tra gli altri il medico del Lavoro Danny Sivo. «L’a ssessore comunale all’Ambiente - nota Sivo - si fa fotografare mentre, senza alcun dispositivo di protezione e in barba a tutte le leggi, maneggia personalmente rifiuti di amianto friabile abbandonati sulla pubblica via, coprendoli alla meno peggio e lasciandoli lì esposti alla mercé del primo che passi, con la foglia di fico di un pezzo di carta attaccato con lo scotch. Pensa forse di passare da eroe, ma – oltre a contribuire a violare tutte le leggi che puniscono chi abbandona rifiuti pericolosi per strada – dà un pessimo esempio a chi quotidianamente deve lottare per far applicare la legge».

Il fatto che l’assessore Petruzzelli «affronti a mani nude l’amianto disperso «non è solo un’occasione facile per finire sulla stampa. Egli, maneggiando rifiuti, letteralmente porta a casa l’amianto, potenzialmente contaminando chiunque incontri dopo il gesto eroico, Questo è uno dei motivi per cui la legge impone precauzioni precise (tute, guanti e procedure) nella manipolazione di amianto friabile e un rappresentante delle istituzioni – addirittura con delega all’Ambiente - dovrebbe saperlo» .

Danny Sivo è tra gli autori dello studio di mortalità tra i lavoratori della ex Fibronit, alla base delle condanne penali per i responsabili della fabbrica di Japigia. «Abbiamo saputo da quegli studi - aggiunge Sivo - che gli operai che portavano a casa le tute da lavoro facevano ammalare mogli e parenti. Dopo anni di manifestazioni, mobilitazioni, di crescita della coscienza civile invece scopriamo che a Bari non esiste una squadra specializzata nella rimozione di rifiuti pericolosi pronta ad intervenire in caso di necessità ». A pochi metri dai luoghi «dove degli irresponsabili hanno abbandonato i rifiuti - conclude Sivo - c’è proprio la Fibronit, per la quale dopo oltre dieci anni dal primo finanziamento regionale ottenuto dal Comune, tutto tace e ci si balocca con ricorsi e controricorsi come se si trattasse di una qualunque opera pubblica e non di una questione di salute E invece si fa demagogia con la campagna Bari per Bene». [r. cro.]

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