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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:43

Vitalizi e stipendi, l'affondo di Emiliano: uno scandalo Vendola: io ho lottato da solo

BARI – "Trovo inutile parlare di stipendi solo in termini di destinazione o donazione. Faccio questa proposta: non ci sia più un compenso per chi fa politica ma un indennizzo, se necessario, per la funzione svolta". Lo ha detto Michele Emiliano, segretario del Pd pugliese e candidato del centrosinistra a governatore della Puglia, parlando a Bari al termine di un incontro elettorale.
Vitalizi e stipendi, l'affondo di Emiliano: uno scandalo Vendola: io ho lottato da solo
BARI – "Trovo inutile parlare di stipendi solo in termini di destinazione o donazione. Faccio questa proposta: non ci sia più un compenso per chi fa politica ma un indennizzo, se necessario, per la funzione svolta". Lo ha detto Michele Emiliano, segretario del Pd pugliese e candidato del centrosinistra a governatore della Puglia, parlando a Bari al termine di un incontro elettorale.

"Sono disponibile – ha proseguito Emiliano – a discutere di questa proposta con gli altri due candidati (Francesco Schittulli per il centrodestra e Antonella Laricchia per il M5S, ndr). Chi, una volta eletto, può continuare a svolgere il proprio lavoro, potrà ricoprire gratis il proprio ruolo politico, ma se qualcuno è obbligato per legge o dal contesto ad andare in aspettativa o a rinunciare al compenso professionale, si preveda una sorta di indennizzo per il mancato guadagno". Questo indennizzo, ha spiegato Emiliano, deve "avere un tetto, oscillando da un minimo di stipendio pari a quello di un funzionario pubblico con categoria D3 ed un massimo pari a quello dell’indennità del sindaco di una città metropolitana".

Emiliano ha definito tutto questo "una sfida. Anzichè chiacchierare su stipendi – ha detto ancora – proviamo a riformulare e riscrivere il meccanismo. Il tutto senza prevedere vitalizi. Sono orgoglioso di non averne mai avuto uno; orgoglioso che non ne avrò mai uno. Quelle somme spaventose ed ingiuste che sono state liquidate ed incassate assieme ai vitalizi come indennità di fine mandato, fanno accapponare la pelle. Il fatto che nessuno abbia pensato in questi 10 anni d’intervenire su questo – ha concluso sull'argomento – è inaccettabile. Sia chiaro che tutta questa situazione non esisterà più in futuro".

LA REPLICA DI VENDOLA: SONO RIMASTO SOLO IN QUESTA BATTAGLIA
"Se io fossi stato aiutato, perchè non ero molto aiutato dalla politica ed ero in solitudine talvolta a fare quella battaglia, avremmo più facilmente potuto intervenire sui tagli". Lo ha detto il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando con i giornalisti e replicando al segretario del Pd pugliese e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ieri definendo "imbarazzanti le somme di vitalizi e indennità di fine rapporto" aveva accusato la politica di non aver cambiato nulla negli ultimi 10 anni "se non la situazione patrimoniale degli eletti".
Per Vendola in questi anni si è invece operato: "Se chi aveva responsabilità politica avesse parlato allora e non soltanto oggi avremmo più facilmente potuto intervenire per i tagli necessari, senza eccedere però in demagogia. Noi abbiamo cancellato i vitalizi, bloccato al 2013 le liquidazioni e nel corso del tempo – ha spiegato –  soprattutto per un impegno mio abbiamo limato le indennità. Naturalmente se io fossi stato aiutato, perchè non ero molto aiutato dalla politica, ed ero in solitudine talvolta a fare quella battaglia, avremmo più facilmente potuto intervenire per i tagli".
"Ricordo a tutti – ha concluso Vendola – che la Puglia è l'unica Regione d’Italia che non è finita coinvolta nello scandalo di 'rimborsopolì, perchè evidentemente abbiamo gestito con oculatezza i soldi dei cittadini pugliesi. Il 'caso Puglià è un caso positivo insomma. Qui non ci sono state le mutande verdi, lingotti d’oro e diamanti comprati con i soldi dei cittadini. Di questo fatto positivo mi sento molto responsabile perchè è stata decisiva l’azione della giunta regionale". 

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