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Sabato 18 Novembre 2017 | 05:40

Bari, taglio della Tasi e lotta agli evasori

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - I sindaci italiani già alle prese con la gestione dei 8,3 miliardi di minori risorse destinate ai Comuni per il 2015, incrociano le dita e confidano nello stop ad ulteriori tagli da parte del Governo nella stesura definitiva del Def. Antonio Decaro a Bari ha già pronte le contromisure alla manovra del governo Renzi che minaccia ancora una volta lacrime e sangue per i cittadini: «Riuscirò ad abbassare le tasse come ho promesso più volte ai baresi»
Bari, taglio della Tasi e lotta agli evasori
di Ninni Perchiazzi

BARI - I sindaci italiani già alle prese con la gestione dei 8,3 miliardi di minori risorse destinate ai Comuni per il 2015, incrociano le dita e confidano nello stop ad ulteriori tagli da parte del Governo nella stesura definitiva del Def (documento economico finanziario). Sacrifici eventuali che come al solito inciderebbero sulla qualità della vita dei cittadini: aumento delle tasse locali in alternativa ad un minor livello di servizi, entrambi però scongiurati dal premier Renzi.

È allarme anche per le Città metropolitane penalizzate al pari delle Province (3,7 miliardi in meno nel 2015), il tutto per fare spazio ad una manovra da 10 miliardi di tagli alla spesa pubblica al fine di tenere buona l’Europa e rispettare le clausole di salvaguardia che valgono 16,6 miliardi di euro nel solo 2016. Se si aggiungono le decurtazioni alle Regioni, nel complesso gli enti locali fino ad ora hanno già dovuto rinunciare a oltre 25 miliardi di euro per il solo 2015, mentre dal 2010 i Comuni hanno contribuito al risanamento del Paese con oltre 17 miliardi (8,5 miliardi per il Patto di Stabilità e altri 8,5 come riduzione della spesa).qui bariRiduzione seppur minima della Tasi (l'iniquo tributo sui servizi indivisibili che ha sostituito l'Imu sulla prima casa) e lotta ai «furbetti» dei servizi a domanda individuale (asili nido, mense e trasporto scolastico), Antonio Decaro ha già pronte le contromisure alla manovra del governo Renzi che minaccia ancora una volta lacrime e sangue per i cittadini.«Il taglio c’è già stato ed è rimasto tale. Il Comune di Bari lo ha già assorbito», spiega il primo cittadino al telefono di ritorno da una vacanza pasquale mordi e fuggi. «Tra taglio diretto dovuto alla legge di Stabilità e quello indiretto frutto dell'armonizzazione delle procedure contabili, abbiamo dovuto registrare ulteriori 8 milioni di decurtazione per il 2015 oltre ai 22 milioni dello scorso anno. Bari è un esempio di Comune virtuoso, ma riuscirò ad abbassare le tasse come ho promesso più volte ai baresi», aggiunge con un pizzico di malcelato orgoglio.

Spending review a Palazzo di Città: su cosa avete agito?

«Abbiamo provveduto a fare di necessità virtù, tagliando alcuni costi come gli affitti per gli uffici. Poi abbiamo accorpato numerose manutenzioni e soprattutto abbiamo razionalizzato i servizi delle aziende, che forze produrranno un utile maggiore. Infine abbiamo dismesso le aziende che non servivano (Ams e Puglia energy)».

Perché l’intervento sui servizi a domanda individuale?

«Abbiamo trovato una forte evasione fiscale. In pratica, famiglie che potrebbero tranquillamente permettersi di pagare il servizio, falsificano invece le attestazioni del reddito Isee in particolare per quanto riguarda le mense e il trasporto scolastico. I dati comunque non sono incoraggianti. Per taluni servizi, rispetto ad un atteso rientro dei costi pari al 40%, il Comune è costretto ad incassare solo il 10%. È assurdo».

Quali misure adotterete?

«Interverremo in due modi: modifichiamo i contratti e staniamo gli evasori».

Quale riduzione per la Tasi?

«Adesso è presto per dirlo. Manterrò le stesse esenzioni (totale fino a 10mila euro di reddito, agevolazione con 100 euro di sconto tra 10mila e 15mila euro di reddito) ma abbasserò di qualche punto percentuale l'imposta».

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