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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:19

Scoperta Università Bari la riduzione del colesterolo blocca crescita del cancro

BARI – La proliferazione delle cellule tumorali si blocca con la riduzione dei livelli di colesterolo: lo hanno scoperto ricercatori della Università Aldo Moro di Bari, guidati Antonio Moschetta, che hanno accertato la correlazione colesterolo-tumori."Le cellule tumorali – si evidenzia nella nota dell’Università di Bari – sono caratterizzate da una velocità di riproduzione molto più elevata rispetto alle cellule sane, sostenuta dalla presenza e dalla disponibilità del colesterolo stesso nell’organismo"
Scoperta Università Bari la riduzione del colesterolo blocca crescita del cancro
BARI – La proliferazione delle cellule tumorali si blocca con la riduzione dei livelli di colesterolo: lo hanno scoperto ricercatori della Università Aldo Moro di Bari, guidati Antonio Moschetta, che hanno accertato la correlazione colesterolo-tumori.

 "Le cellule tumorali – si evidenzia nella nota dell’Università di Bari – sono caratterizzate da una velocità di riproduzione molto più elevata rispetto alle cellule sane, sostenuta dalla presenza e dalla disponibilità del colesterolo stesso nell’organismo". Il gruppo i lavoro di Moschetta ha somministrato alle cellule tumorali una molecola chiamata Lxr, che ha la capacità di indurre l’eliminazione o la sintesi del colesterolo, successivamente ha anche introdotto una molecola "agonista", capace di stimolare l’attività del suddetto regolatore Lxr nelle cellule tumorali. La moltiplicazione delle cellule tumorali ha subito un arresto in seguito proprio alla mancanza del colesterolo.

L'attivazione di tale molecola sembra, inoltre, essere capace di modulare l’ambiente in cui le cellule tumorali vivono, riducendone la capacità di produrre metastasi in tumori come il cancro del colon, della mammella, della prostata e del cervello. Ne consegue che tale studio – sottolinea l’Università - "potrebbe porre le basi per l’elaborazione di nuove terapie che prevedono l’utilizzo, in combinazione, dei farmaci chemioterapici già ampiamente in uso con farmaci 'agonistì del suddetto sensore del colesterolo Lxr".

Lo studio – secondo l’Università di Bari – rappresenta un traguardo importante per l’intera comunità scientifica internazionale, per questo è stata pubblicata una perspective intitolata "Uncoupling Nuclear Receptor LXR and cholesterol metabolism in cancer" sul numero di aprile della rivista scientifica Cell Metabolism.

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