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Sabato 18 Novembre 2017 | 22:30

Bari, in Fiera primo «Imax» con il nuovo polo culturale «Non chiamatelo multisala»

di LIA MINTRONE
BARI - E, per la prima volta al sud Italia, arriverà a Bari il primo Imax lungo 15 metri, il particolare schermo che ha la capacità di mostrare immagini con una grandezza e una risoluzione molto superiore rispetto ai sistemi di proiezione convenzionali. Attualmente, in Italia, ce ne sono solo due a Milano e uno a Riccione
Bari, in Fiera primo «Imax» con il nuovo polo culturale «Non chiamatelo multisala»
LIA MINTRONE
BARI - Non è una multisala, come qualcuno ha erroneamente detto, bensì un centro polifunzionale di pubblico spettacolo. Qui non si farà solo cinema, ma anche teatro, musica e scuola di doppiaggio. E ci sarà posto anche per una libreria, per attività ludiche dedicate ai bambini e laboratori di post produzione audio-video, oltre che per corsi di formazione cinematografica. E, per la prima volta al sud Italia, arriverà a Bari il primo Imax lungo 15 metri, il particolare schermo che ha la capacità di mostrare immagini con una grandezza e una risoluzione molto superiore rispetto ai sistemi di proiezione convenzionali. Attualmente, in Italia, ce ne sono solo due a Milano e uno a Riccione.

Tutto questo è il progetto che sta per vedere la luce al padiglione 203 della Fiera del Levante, in realtà un vecchio magazzino abbandonato, e che vede impegnati Giuseppe Armenise, proprietario dell’omonimo cinema e socio e amministratore delegato dello Showville, e la «Geo Patrimonia srl» dell’ing. Pasquale Loseto,co-gestore dell’Armenise. Manca solo il placet della Regione Puglia, atteso nei prossimi giorni. L’operazione costerà tra i 4 e i 5 milioni di euro e contribuirà ad alleviare le casse della Fiera del Levante. L’accordo, che sarà sottoscritto tra le parti il 15 aprile, prevede - oltre alla ristrutturazione del padiglione (861mila euro) - nei pressi dell’ingresso di via Lepanto, anche il canone di locazione che i gestori pagheranno annualmente alla Fiera (76mila euro) e l’assunzione di otto unità lavorative al momento in carico all’ente fieristico (circa 330mila euro).

È evidente che l’Ente sul lungomare ha tutto l’interesse affinché l’operazione vada in porto, e presto, visto che rientra nell’avviso pubblico per manifestazione d’interesse per la localizzazione di nuove attività all’interno del quartiere fieristico.

L’unico ostacolo è stata la lentezza dell’iter burocratico. La Regione doveva accertare, secondo il piano triennale 2015-2018 per la pianificazione cinematografica, se con l’arrivo di questo nuovo contenitore non si andasse oltre il tetto massimo degli schermi previsti per ogni città. Ma a Bari, negli ultimi anni, la situazione è radicalmente cambiata. Ad esclusione delle multisala Galleria e Showville, su 7 cinema 5 sono chiusi (Palazzo, Odeon, Ambasciatori, Royal e Kursaal Santalucia). Restano l’Armenise, l’Esedra, il Piccolo di Santo Spirito, l’Abc e lo Splendor. Inoltre, va sottolineato, che Bari ormai è città metropolitana e che pertanto il suo raggio va rivisto anche in questa nuova ottica. Pertanto, il progetto della Fiera, andrebbe a sostituire i posti e gli schermi dei locali chiusi.

Il nuovo contenitore avrà 7 sale, di cui una Imax, per un totale di 1.200 posti. I tempi per la realizzazione vanno dai sette agli otto mesi.

È inutile dire che i gestori hanno tutto l’interesse ad aprire l’attività nel prossimo dicembre, mese particolarmente interessante sotto il profilo degli incassi. D’altronde, non va trascurato un passaggio fondamentale. Il 20 aprile scade il bando sulla privatizzazione della Fiera. Quel giorno sarà determinante per le sorti dell’Ente perché verrà tracciata una linea e si faranno i conti.

Come più volte dichiarato dal presidente, Ugo Patroni Griffi, la Fiera ha un costo del lavoro ormai insostenibile e irrecuperabile, vista la sua pianta organica di 48 dipendenti. Ma in tal senso, ci sarebbe anche il placet dei sindacati che vedono in questa operazione l’unica salvezza per i lavoratori in esubero. E a trarne beneficio dall’arrivo di questo centro polifunzionale, sarebbe anche Eataly. 

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