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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 17:46

Medici condannati per 22enne morta di setticemia nel barese

BARI – Morì a 22 anni di setticemia perchè le fu diagnosticata un’influenza invece di un’infezione post-operatoria. Il gup del Tribunale di Bari Francesco Mattiace ha condannato per omicidio colposo due medici e assolto il primario dell’ospedale di Putignano (Bari) dove la ragazza fu operata nel dicembre 2009. Il chirurgo Sebastiano Calò è stato condannato a 1 anno di reclusione e il medico del pronto soccorso Antonio Lambo a 8 mesi di reclusione. Assolto il primario di chirurgia, Vito Lanza.
Medici condannati per 22enne morta di setticemia nel barese
BARI – Morì a 22 anni di setticemia perchè le fu diagnosticata un’influenza invece di un’infezione post-operatoria. Il gup del Tribunale di Bari Francesco Mattiace ha condannato per omicidio colposo due medici e assolto il primario dell’ospedale di Putignano (Bari) dove la ragazza fu operata nel dicembre 2009. Il chirurgo Sebastiano Calò è stato condannato a 1 anno di reclusione e il medico del pronto soccorso Antonio Lambo a 8 mesi di reclusione. Assolto il primario di chirurgia, Vito Lanza.

Antonella Mansueto, 22enne di Noci, fu ricoverata all’ospedale di Putignano per l’asportazione di una cisti al coccige. L’intervento fu eseguito il 4 dicembre 2009. Dopo alcune settimana la ragazza cominciò a stare male. I sanitari della guardia medica di Noci le prescrissero tachipirina ritenendo che si trattasse di una semplice influenza e anche le successive visite nell’ospedale di Putignano non evidenziarono alcuna infezione in atto. La ragazza fu successivamente ricoverata nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle a Fonti dove, diagnosticata l’infezione, le vennero somministrati antibiotici, poi amputate le gambe e le dita delle mani e dove, infine, morì il 26 marzo 2010.

Sul corpo della vittima non è mai stata disposta l’autopsia. Gli accertamenti si sono basati sulle cartelle cliniche e sulle testimonianze di sanitari e familiari.

Secondo il pm di Bari che ha coordinato le indagini, Angela Maria Morea, la ragazza sarebbe morta a causa di una infezione contratta durante l’intervento e della quale i medici di Putignano non si sarebbero accorti. Durante il processo con rito abbreviato il gup ha però disposto una perizia sulla base della documentazione clinica che avrebbe evidenziato possibili responsabilità anche dei medici del Miulli che curarono la ragazza nell’ultimo periodo. Il pm ha quindi chiesto la restituzione degli atti (tuttavia non disposta in sentenza dal giudice) e non è escluso che vengano effettuate ulteriori indagini sul caso. Il gup ha inoltre condannato i due medici di Putignano al risarcimento danni nei confronti della famiglia Mansueto, rappresentata dagli avvocati Vito Mormando e Filippo Bottalico, da quantificarsi in sede civile con una provvisionale pari a 20mila euro.

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