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Lunedì 20 Novembre 2017 | 22:23

Perse braccio e mano 30 anni per risarcimento ma Asl di Bari non paga

BARI - Dal 1985 aspetta un risarcimento per due interventi errati che gli hanno fatto perdere l’uso del braccio e della mano destra. E nonostante la Corte d’appello gli abbia riconosciuto 620mila euro e abbia detto «no» alla sospensione della sentenza, la Asl di Bari - per il momento - non intende pagare e farsi carico anche della quota che sarebbe di competenza di una clinica privata ormai chiusa
Perse braccio e mano 30 anni per risarcimento ma Asl di Bari non paga
BARI - Dal 1985 aspetta un risarcimento per due interventi errati che gli hanno fatto perdere l’uso del braccio e della mano destra. E nonostante la Corte d’appello gli abbia riconosciuto 620mila euro e abbia detto «no» alla sospensione della sentenza, la Asl di Bari - per il momento - non intende pagare e farsi carico anche della quota che sarebbe di competenza di una clinica privata ormai chiusa. Una vertenza a colpi di carte bollate. Ma l’unica vittima è lo sfortunato barese, all’epoca 26enne, che un giorno di trent’anni fa era uscito di casa per una partita di calcetto e che si è poi ritrovato con una garza nel braccio.

Alcuni giorni fa la Asl Bari ha revocato in autotutela la transazione firmata il 29 dicembre scorso dal precedente direttore generale, Mimmo Colasanto, nella sua veste di liquidatore della ex Usl Bari 9. «Quella delibera - spiega l’attuale dg, Vito Montanaro - era stata adottata dal direttore generale facente funzioni in un momento in cui poteva svolgere solo attività ordinaria. In questa vicenda non siamo ancora arrivati all’ultimo grado di giudizio. Siamo stati condannati in solido con la casa di cura privata che aveva causato gran parte del danno, ma questo non significa che dobbiamo pagare tutto noi. Vogliamo avviare il percorso legale per capire quali sono le nostre quote di responsabilità».

Ma nel frattempo gli avvocati dell’uomo sono passati al contrattacco. E così, dopo aver effettuato un pignoramento, hanno depositato al Tar di Bari un ricorso per ottemperanza ed hanno chiesto al governatore Nichi Vendola la rimozione del dg Montanaro dall’incarico di commissario liquidatore della Usl Bari 9. Fermo restando che la conclusione definitiva del giudizio richiederà anni, il rischio è che la cifra lieviti per effetto degli interessi.
«Ferma restando la disponibilità a trovare una soluzione - dice Montanaro - non possiamo stipulare una transazione se prima non chiariamo chi sono i co-obbligati a pagare in solido, assicurandoci che sia possibile procedere a recuperare quanto dovuto».

All’allora ragazzo, ricoverato al Policlinico per un braccio rotto, viene «consigliato» di farsi operare presso una clinica privata, a pagamento, da un notissimo ortopedico. Con la prima operazione perde l’uso della mano. Nella seconda, effettuata al Policlinico, gli recidono un tendine. Dopo tre mesi, al Cto di Firenze, i medici scoprono che nella prima operazione il professore aveva sbagliato ad applicare un laccio emostatico e nella seconda gli aveva lasciato una garza nel braccio. La Corte d’appello, nel 2013, ha condannato al risarcimento sia l’ortopedico che il proprietario della clinica privata. Ma entrambi nel frattempo sono deceduti, e la clinica non esiste più: dovrebbero risponderne gli eredi. [m.s.]

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