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Venerdì 24 Novembre 2017 | 16:00

Bari, i 3 milioni del Sultano donati al Conservatorio mai versati alla Fondazione

BARI - Sette anni fa la donazione al Conservatorio per brose di studio agli studenti meritevoli. Ma il denaro è rimasto nella casse dell'istituto tesoriere (investitot in titoli di Stato). La Fondazione creata come organo di garanzia non ha mai avuto i soldi per finanziare le attività. Un pasticcio amministrativo
Bari, i 3 milioni del Sultano donati al Conservatorio mai versati alla Fondazione
BARI - Ha avuto eco favorevole, negli ambienti della Fondazione, l’interrogazione del deputato Giuse ppe Brescia del M5S che sollecita iniziative per erogare i fondi del Sultano a favore degli studenti. «La Fondazione Giovanni Paolo II, istituita per iniziative di sostegno e formazione in favore degli studenti, è stata ridotta ad una condizione di inattività perché il Conservatorio non ha onorato la delibera che assegnava i fondi alla Fondazione e li ha trattenuti presso di sé, salvo la prima rata ed il fondo di dotazione ( che non può essere speso )». Questa condizione è stata oggetto di equivoci sin dal 2011, quando è apparsa su di un giornale una notizia dal titolo impressionistico «Beffa per il Sultano dell’Oman – i suoi soldi in una fondazione», che generò u n’opinione erronea e negativa, non ancora chiarita nonostante le smentite e la presa d’at t o, nell’Assemblea dei Docenti del febbraio 2014, che i soldi non erano stati spesi perché erano ancora presso il Consevatorio. La Fondazione, due anni fa, ha sollecitato il versamento delle somme ma, da parte del Conservatorio, è stato risposto che non vi era alcuna intenzione di provvedere ai versamenti annuali se prima non ci si fossero stati le opportune decisioni del Conservatorio. La Fondazione, a questo punto, è ancora in attesa dello sblocco dei fondi e l’ar ticolo sulla Gazzetta, con l’interrogazione di Brescia, sembrano offrire una sponda per lo sblocco. Gli amministratori sottolineano «ancora una volta che la Fondazione non ha ricevuto i fondi del Sultano, investiti dal Conservatorio in titoli obbligazionari, ma la sollecitazione della “Gazz etta” apre un auspicio positivo sul fatto che, da parte del Conservatorio, si possa provvedere agli adempimenti relativi alla nuova composizione del Consiglio di Amministrazione ed all’accredito delle somme annuali non versate dal 2011». Il Consiglio di Amministrazione è governato da una maggioranza proveniente dal Conservatorio, perché vi sono, oltre due membri esterni, professori universitari ( Aldo Loiod i c e, presidente, e Raf faele Guido Rodio), il Presidente del Conservatorio Giovanni Cent r o n e, il Direttore del Conservatorio Giampiero Schiavo, un docente, uno studente ed un membro del Ministero. Il Cda è restato anche privo del direttore artistico perché quello precedente, il Maestro Marco Renzi (autore dell’istituzione della Fondazione con l’ex Presidente Stefa - no Carulli, nel precedente Consiglio del Conservatorio), è venuto a scadere da tempo e, riferisce la Fondazione, «non è stato più rinnovato a causa dell’inerzia del Conservatorio sugli adempimenti necessari, concordati con il Presidente della Fondazione nell’Assemblea dei docenti del febbraio 2014». Negli ambienti della Fondazione sono convinti che il Direttore ed il Presidente del Conservatorio siano disponibili a intraprendere un nuovo percorso di collaborazione e di congiunta determinazione delle iniziative a favore degli studenti. «Se, però, non fosse intervenuto l’articolo della Gazzetta del 27 marzo scorso, il problema sarebbe rimasto ignorato e, probabilmente, insoluto per sempre », secondo alcuni esponenti della Fondazione. Va, comunque, rilevato che «la Fondazione, pur essendo figlia del Conservatorio, resta abbandonata da chi l’ha generata».

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